Allarme sul Centro di salute mentale S.Egidio alla Vibrata, si teme lo smantellamento. Il consigliere Pepe annuncia ispezione, Di Giosia replica
Cresce la tensione sulla tenuta dei servizi psichiatrici nella Val Vibrata. Dopo le denunce del Comitato civico e delle sigle sindacali, il caso del Centro di Salute Mentale (CSM) e del Centro Diurno di Sant’Egidio alla Vibrata approda in Regione Abruzzo. Il consigliere
regionale Dino Pepe (Pd) ha annunciato una visita ispettiva immediata.
All’origine dei timori c’è il drastico impoverimento dell’organico: oltre 15 operatori avrebbero lasciato la struttura per trasferirsi altrove, mettendo a rischio la continuità terapeutica per centinaia di pazienti.
«L’impressione è che la Giunta regionale stia progressivamente abbandonando non solo l’ospedale di Sant’Omero, ma l’intera rete territoriale. Come componente della Commissione Sanità, ho accolto l’appello del Comitato – conclude Pepe -. Verificherò di persona le condizioni della struttura per riportare la discussione nelle sedi istituzionali e bloccare l’impoverimento dell’offerta sanitaria locale» ha dichiarato Pepe.
Il CSM rappresenta un presidio essenziale per supportare le famiglie e la presa in carico multidisciplinare del disagio psichico. Il collasso del servizio potrebbe causare gravi ripercussioni sociali. Dal territorio, intanto, si solleva un fronte comune per chiedere alla Regione risorse certe e il reintegro immediato del personale.
Pronta la replica del direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia:
«Ben venga la visita al CSM, in questo modo il consigliere potrà constatare con i propri occhi quanto sono infondati i dubbi avanzati recentemente da lui e dal comitato civico. Resta l’amarezza legata al fatto che si instillano incertezze e false credenze su presunte inefficienze sull’ospedale e sui servizi territoriali in Val Vibrata basandosi solo su quella che, a detta dello stesso consigliere, è “un’impressione”. Basterebbe essere più attenti, verificare e ricordare che a fine ottobre è stata inaugurata la Casa della comunità di Villa Rosa e fra poco seguirà la Casa della comunità hub di Nereto, prima di lanciare allarmi infondati.
Non c’è stato alcun ridimensionamento: i dati parlano chiaro. Il numero di utenti negli ultimi anni è quasi raddoppiato: 44 nel 2022, 83 nel 2025. Il totale delle prestazioni ambulatoriali è in deciso aumento: 6.750 nel 2025, 4.010 nel 2024. Sono stati aperti ambulatori come quello di intervento psicoeducativo familiare volto alla conoscenza della malattia (329 prestazioni nel 2025, 113 nel 2024) o quello multidisciplinare per le valutazioni individuali e monofunzionali di riabilitazione psichiatrica (48 prestazioni nel 2025,2 nel 2024).
Nel CSM c’è stato un fisiologico turnover legato a pensionamenti, scadenze di contratti a tempo determinato e a trasferimenti, come accade in tante altre strutture. Un simile numero di prestazioni non sarebbe stato possibile se il personale non fosse stato sostituito. Ci si è anche spinti a subdorare una tendenza all’eccessiva medicalizzazione. La terapia farmacologica, alla luce della letteratura recente, fa assolutamente parte della psichiatria, ovviamente di pari passo con le attività riabilitative. A proposito di attività riabilitative: al Csm di Sant’Egidio ne sono in corso disparate, dal Gruppo giornalino “Voci da via Murri” al Gruppo comunicazione, al Gruppo psico-educazione, al Gruppo emozioni in gioco, al Gruppo pallavolo, al Gruppo Passeggiata, solo per citarne alcuni. In totale ne sono 16. A questi si aggiunge il Progetto “Il Calcio è per tutti”, avviato con l’Ads Tortoreto calcio. Per quanto riguarda la montagna terapia – attività di cui è stata segnalata la sospensione – questa sarà ripristinata appena sarà possibile garantire la sicurezza di pazienti e operatori durante un’attività che prevede escursioni in luoghi accidentati.
Sono stati avanzati anche dubbi sulle certificazioni. Quelle richieste dall’Inps per legge sono erogate previo pagamento del ticket, se non si è esenti, o in libera professione. È bene specificare che gli organismi preposti in Azienda hanno rilevato che il rapporto fra i numeri dell’attività in libera professione rispetto a quella istituzionale sono allineati ai parametri di legge».
