Roseto scossa dagli arresti degli ultras di estrema destra

L’inchiesta su un gruppo di estrema destra accusato di violenze e odio razziale e gli arresti di ieri hanno acceso l’attenzione su Roseto degli Abruzzi

L’operazione delle forze dell’ordine ha portato all’esecuzione di diverse misure cautelari nei confronti di persone ritenute coinvolte in aggressioni e nella pianificazione di raid punitivi a sfondo razziale. Si tratta di ultras di estrema destra coinvolti negli scontri durante una partita di basket.

L’indagine, che ha acceso i riflettori sul territorio, riguarda fatti ritenuti gravi dagli investigatori e collegati a comportamenti violenti e a messaggi di odio. Un quadro che ha suscitato reazioni anche a livello istituzionale. Sul tema è intervenuto il sindaco Mario Nugnes, che ha voluto ribadire con fermezza i principi e i valori della comunità rosetana.

«Roseto è una città che vive di sport e che nella pallacanestro riconosce uno dei simboli più importanti della propria identità», afferma il primo cittadino. «La nostra comunità è orgogliosa della propria tradizione sportiva e dei valori positivi che lo sport rappresenta: rispetto, passione, inclusione e confronto».

Secondo Nugnes, episodi di violenza o comportamenti ispirati all’odio non possono trovare spazio nella comunità.

«Sono atteggiamenti che tradiscono i principi su cui si fonda la nostra città e non rappresentano Roseto», sottolinea.

Il sindaco ha ribadito inoltre l’impegno dell’amministrazione nel difendere una città aperta e accogliente, fondata sul rispetto delle regole della convivenza civile e della dignità di ogni persona.

«La nostra comunità ha sempre dimostrato grande senso civico e solidarietà – conclude Nugnes – e continueremo a lavorare insieme alle forze dell’ordine, alle istituzioni, alle associazioni e alle realtà sportive affinché sul nostro territorio prevalgano sempre legalità, rispetto e dialogo».