“Gli Stati Generali della Maiella rappresentano il punto di partenza per l’istituzione di una Fonderia o di un Osservatorio permanente sulle Terre Alte”: così Luciano D’Alfonso in una nota sulla Giornata di Roccamorice
“Dobbiamo tornare a riacquisire la capacità di progettare, ideare, realizzare, attraverso investimenti importanti e ragionati, superando la logica delle mance, per garantire bellezza, qualità e quantità di vita. Per le Terre Alte di tutto il mezzogiorno ci sono 50miliardi di euro di risorse pronte, l’Abruzzo ha già in pancia 3miliardi di euro. Da questo momento il nostro compito istituzionale dovrà essere quello di stilare una graduatoria di problemi, ma anche una graduatoria di interventi e di soluzioni. La sintesi della Giornata convocata a Roccamorice, promossa dalla Fondazione Europa Prossima, con il patrocinio della Fondazione Palazzo De Sanctis, l’Associazione Pietrara Conviviale, l’Unione dei Comuni Città della Maiella, Casa della Democrazia, TG Lettomaiella, UNCEM, Parco Nazionale della Maiella, Riabitare L’Italia, AIIG, la ritroviamo nella sensibilità di tutte le figure istituzionali che hanno partecipato all’iniziativa, dialogando con gli amministratori locali. Parlo di figure rappresentative del mondo delle Istituzioni, della Sovrintendenza, della cultura, come Giovanni Vettrito, Coordinatore dell’Ufficio I ‘Politiche urbane e della montagna’ – Dipartimento degli Affari Regionali e le Autonomie della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Vettritto presiede la Direzione di Palazzo Chigi che supera la visione stanca che solo troni e Istituzioni possano aiutare la rievoluzione dei territori: la norma nata per Pescara nuova per 105milioni di euro per i prossimi 10 anni è stata concepita con lui, e parliamo di quella norma che cerca di fare in modo che il cantiere della nuova Pescara metta in campo risorse e liberi energie. Ora vogliamo averlo come interlocutore anche per le Terre Alte”.
“Qual è stato il senso della giornata? Noi vogliamo che non si perdano la quantità e la qualità di vita che compongono le Terre Alte. Un territorio come l’Abruzzo – scrive D’Alfonso – dove trova il proprio riassunto, in cosa identifica la propria univocità? Nel mare troviamo forse l’univocità di un territorio plurale che un tempo si chiamava ‘gli Abruzzi’?. E’ forse la montagna? E’ il rapporto tra mare e fiumi, che sono il vero conoscitore della diversità? Io credo che in Abruzzo ci sia un esempio territoriale di univocità e pluralità, di quantità e qualità di vita, ed è Castel di Sangro, un modello replicabile in altri luoghi della regione che hanno parimenti 3mila abitanti. Ma Castel di Sangro, rispetto ad altri territori, riesce a essere fisarmonica, si ingrandisce e riduce a seconda dei propri abitanti, è il punto d’incontro tra Abruzzo e Molise, dove alcune infrastrutture hanno saputo svelare la grande capacità della cittadina di essere città, dove si è dispiegata la capacità di raggiungibilità, dove si congiungono più regioni. Castel di Sangro è oggettivamente città snodo, dove va in onda il successo di quantità e qualità della vita”.
“E allora dobbiamo chiederci cosa possiamo fare affinchè anche nelle Terre Alte della Maiella bellezza, qualità e quantità di vita possano essere godute? Io credo nella densità dei progetti e delle ambizioni, progetti che hanno bisogno di nutrimento prima che di soldi e di idee. Poi occorrono la tenacia, la pervicacia affinchè quei progetti si realizzino. E’ possibile che nasca anche una pubblica opinione sulle Terre Alte? Oggi l’aeroporto di Pescara si sta affaticando per arrivare a 1milione di presenze, e sta investendo molto per raggiungere quel traguardo; ma c’è un luogo in Abruzzo dove già si registra un milione di presenze, ed è Castel di Sangro, dove si sta determinando una doppia rivoluzione, perché lì c’è un patto tra imprenditori, cittadini, giovani nella consapevolezza dei problemi”.
“Io vorrei che la giornata di Roccamorice, l’apertura della Fonderia degli Stati Generali della Maiella, rappresentasse la prima pietra di un cantiere di conoscenze, consapevolezze, superando la barriera delle emotività per fare graduatoria dei problemi e degli interventi. Sulle Terre Alte in tutto il mezzogiorno ci sono 50miliardi di euro, l’Abruzzo ha 3miliardi di euro in pancia. Noi periodicamente ci appassioniamo al tema delle mance, ogni tanto nel territorio partono delle donazioni che hanno rovinato la cultura delle amministrazioni, abbiamo sindaci che sapevano fare cose difficili in poco tempo, oggi le mance hanno fatto disimparare la fase della progettazione, della ideazione. Noi dobbiamo far ripartire le stagioni degli investimenti importanti, per capacità trasportistica, capacità di collocazione alberghiera, affinchè sia corrispondente alla domanda, e faccia scoprire tutto il bello che si può offrire nelle terre alte, ma serve una commessa di qualità. Un grande aiuto arriva dall’articolo 5 del PNRR, che obbliga le conferenze dei servizi a trovare soluzioni, non esiste più il diniego demolitivo, ma l’obbligo che il diniego produca soluzioni in contemporanea per la sostenibilità finanziaria, e quindi che tutti gli impianti progettuali coperti finanziariamente trovino realizzazione. Gli Stati Generali sono stati un appuntamento voluto e da spendere per far nascere una fonderia di pensiero, di progetti e di programmi, affinchè si riporti vita anche nelle Terre alte, che non meritano di vivere solo 3 mesi l’anno”.
“Merito e utilità delle sessioni di lavoro plenarie e delle due sessioni parallele, ‘Il valore delle terre alte: i patrimoni nel futuro della montagna’ e il secondo su ‘Educare alla cura della Maiella. La questione del rischio naturale’, sono stati quelli di aver riacceso i riflettori sulle materie di forte attualità, come l’ultima legge sulla classificazione dei Comuni della Montagna, con le sue ricadute socio-economiche, sulla necessità di rafforzare una narrazione veicolata anche dalle comunità locali, mettendo insieme esperienze, conoscenze e saperi, dallo studio della geografia, fondamentale per la valorizzazione dei territori, all’architettura come linguaggio per interpretare e raccontare i centri storici, spesso le prime vittime dei fenomeni di erosione e devastazione naturali. Un tema oggetto, peraltro, del confronto finale su ‘Le fragilità della Maiella. Tra montuosità e montanità’ con Giovanni Vettrito e Sabrina Lucatelli, Direttrice di Riabitare Italia che ha creato un focus sulla progettualità ancora in corso riferita alla strategia nazionale delle aree interne”
