Ultime ore di voto prima dello spoglio delle 15 ossia a chiusura seggi. Alle 23 di ieri affluenza record per un referendum: anche in Abruzzo con un 46,45% degli aventi diritto. Essendo confermativo, non necessiterà del superamento del quorum, come previsto dall’articolo 138 della Costituzione
Se alle ore 12 di ieri, ossia alla prima rilevazione dell’affluenza, dato nazionale e regionale si erano fermati al 15 e 14 per cento dei votanti, come spesso nella storia delle elezioni italiane il boom si è registrato nel pomeriggio sera di ieri quando alle 23 i seggi abruzzesi hanno chiuso registrando un 46,45% di affluenza piazzando la nostra come tra le regioni più “votanti”.
Alle 23 il dato dell’affluenza si è assestato al 46,07%. L’Emilia Romagna si conferma la Regione con la più alta partecipazione pari al 53,69%, maglia nera alla Sicilia con il 34,94%. Per quanto riguarda le altre Regioni, ecco i dati: Abruzzo 46,56%; Basilicata 39,88%; Calabria 35,70%; Campania 37,78%; Friuli Venezia Giulia 48,55%; Lazio 48,23%; Liguria 48,18%; Lombardia 51,83%; Marche 49,41%; Molise 39,78; Piemonte; 48,94% Puglia 39%; Sardegna 39,09%; Toscana 52,49%; Trentino Alto Adige 41,34%; Umbria 50,11%; Valle D’Aosta 44,25%; Veneto 50,25%.
Stamattina riapertura alle 7, senza problemi come vedrete nel servizio del TG8 realizzato in un seggio a Pescara, in attesa della chiusura delle ore 15 quando immediatamente partirà lo spoglio.
Gli italiani sono chiamati ad esprimersi sul referendum confermativo della legge costituzionale recante: “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. Gli aventi diritto al voto, in base ai dati del Viminale, sono 51.424.729, di cui 5.477.619 all’estero.
Alla chiusura dei seggi, oggi alle 15, inizierà lo spoglio delle schede che decreterà l’esito del referendum. Essendo confermativo, non necessiterà del superamento del quorum, come previsto dall’articolo 138 della Costituzione. Il risultato pertanto sarà valido a prescindere dall’affluenza e l’esito dipenderà esclusivamente dai voti validamente espressi.
In Abruzzo sono circa 1 milione e 200 mila gli aventi diritto. Sulla scheda referendaria di colore verde le opzioni sono due: Sì per confermare la revisione di sette articoli della Costituzione chiamati in causa dalla riforma; No per respingerla.
Ai seggi sono attesi tutti gli aventi diritto di voto, un corpo elettorale di oltre 45 milioni di italiani, tra cui 5 milioni di studenti e lavoratori che vivono stabilmente lontano dal Comune di residenza. Proprio su questa fetta di elettorato è nata una polemica tra le forze di maggioranza e opposizione in quanto il governo, nonostante quanto sperimentato già per le tornate del 2024 e 2025, ha deciso di non includere i fuori sede nel decreto che ha definito l’election day. Per quanto riguarda il voto dei cittadini residenti all’estero, gli italiani iscritti all’Aire (l’anagrafe degli italiani residenti all’estero) hanno votato per corrispondenza nelle settimane precedenti. Si tratta di altri 5,5 milioni di elettori.
Non serve il quorum
Il referendum confermativo, uno strumento di democrazia diretta disciplinato dall’articolo 138 della Costituzione, non ha bisogno di quorum, cioè non è previsto un numero minimo di votanti: il risultato è valido qualunque sia l’affluenza e l’esito esclusivamente dai voti validamente espressi.
Per votare bisogna presentarsi al seggio con un documento di identità valido e la tessera elettorale. Se la tessera è completa o è stata smarrita è possibile richiedere un duplicato all’ufficio elettorale del Comune di residenza.
La legge costituzionale su cui dovranno esprimersi i cittadini è destinata a modificare 7 articoli della Carta – gli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 – e cambiare l’ordinamento giurisdizionale italiano per separare le carriere di giudici e pubblici ministeri, istituire due Consigli superiori della magistratura (uno per giudicanti e uno per requirenti) e una nuova Alta Corte disciplinare per i magistrati ordinari (composta da 15 giudici, tra professori, avvocati e magistrati sorteggiati), che accentra la competenza disciplinare oggi in capo al Csm. Questi i punti fondamentali della riforma costituzionale pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 30 ottobre 2025.
