Proseguono gli incontri pubblici nella nostra regione per promuovere le ragioni del SI e quelle del NO per il referendum sulla riforma della Giustizia del 22 e 23 marzo prossimi
Ieri a Chieti l’ex Procuratore Antimafia ed attuale deputato del M5S, Federico Cafiero De Raho, per il fronte del NO, mentre a Pescara è intervenuta l’ex senatrice Francesca Scopelliti, Presidente del “Comitato Nazionale Cittadini per il SI” compagna di Enzo Tortora.
“Il nostro referendum è rivolto contro i magistrati di potere, a quelli che grazie alle correnti fanno carriera e che oggi non vogliono assolutamente perdere quel potere che hanno raggiunto, facendo una campagna referendaria assurda, basata sulla menzogna, ma a volte anche molto volgare, come quando Gratteri ha diviso l’elettorato tra i buoni che votano ‘no’ e i cattivi che votano ‘sì'”. Ha affermato l’ex senatrice Scopelliti. “L’appello però è soprattutto alla partecipazione e al voto del 22 e 23 marzo, quando gli italiani saranno chiamati a esprimersi sul referendum. Votate per il sì convinto. La democrazia vive solo se i cittadini la fanno vivere: il voto è lo strumento più importante”, aggiunge ancora l’ex senatrice Scopelliti nell’aula consiliare di Palazzo di Città mentre cita l’esempio di Tortora per distinguere tra i “magistrati di giustizia”, che onorano la toga, e i “magistrati di potere, verso i quali è rivolta la battaglia referendaria”.
Mentre nella sala consiliare della Provincia in Corso Marrucino a Chieti, il M5S ha promosso un incontro dal titolo: “Referendum salva casta, ti dico perché NO” con la partecipazione tra gli altri dei deputati del partito Pentastellato Daniela Torto, Enrica Alifano, Federico Cafiero De Raho e l’europarlamentare Pasquale Tridico.
“Siamo di fronte a una democrazia sempre più friabile. Se si tocca la giustizia, come questa riforma vuole fare, allora è la fine”. Federico Cafiero De Raho, ex Procuratore Antimafia, non usa mezzi termini ed invita al contrattacco: «Dobbiamo reagire. La democrazia è la nostra ricchezza. Dobbiamo essere terrorizzati da questa riforma».