Referendum Giustizia, le ragioni del no

Presentato a Pescara il comitato “Giusto dire no”, mobilitato per il referendum di primavera. Bellelli: “E’ una controriforma”

“É una modifica che con il pretesto della separazione delle carriere, che c’è già ed è in atto nel nostro ordinamento, va a mutare gli assetti e i rapporti tra magistratura, pubblici ministeri e giudici nel sistema complessivo”. Così il procuratore capo della Repubblica di Pescara Giuseppe Bellelli nel corso della presentazione del ‘Comitato Giusto Dire No’ sul referendum relativo alla riforma della giustizia. “A me piace – ha aggiunto – chiamarla controriforma perché parliamo di una riforma peggiorativa rispetto all’assetto costituzionale uscito ottant’anni fa dall’Assemblea Costituente. Indebolisce la giurisdizione e crea un Consiglio Superiore della Magistratura sorteggiato che diventerà così un Consiglio inferiore della Magistratura con il chiaro scopo di umiliare la magistratura stessa; così si crea una distinzione tra due Consigli Superiori con la tendenza di allontanare il pubblico ministero dalla giurisdizione ovvero come organo di giustizia imparziale che deve tendere alla ricerca della verità”.

Il presidente dell’Anm Abruzzo, Virginia Scalera ha affermato che “la riforma comporta una rottura del modello costituzionale di magistrato. Quello previsto dai padri costituenti e quello che è a presidio e garanzia dei cittadini e che garantisce che il processo sia quello giusto e che garantisce la separazione dei poteri. La separazione delle carriere riteniamo sia uno slogan e sostanzialmente strumentale e foriero di molti equivoci e che sia un meccanismo che diminuisce le garanzie dei cittadini e di un processo che malauguratamente un cittadino si trova ad affrontare”.

Carmine Perantuono: Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.