Referendum Giustizia: ad Atri il vice presidente della Camera Mulè per il Si

Il Vice Presidente della Camera Giorgio Mule’ e i parlamentari Nazario Pagano ed Enrico Costa tra gli intervenuti a un incontro organizzato ad Atri sulle ragioni del Sì al prossimo referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo e organizzato da Forza Italia.

Grande partecipazione di pubblico, ieri pomeriggio, all’Auditorium S.Agostino di Atri, per l’incontro organizzato dalla sezione cittadina di Forza Italia sulle ragioni del Si al prossimo referendum sulla Giustizia del 22 e 23 marzo. Direttamente da Roma il Vice Presidente della Camera Giorgio Mulè, insieme all’Onorevole di Forza Italia Nazario Pagano, si è collegato da remoto il parlamentare Enrico Costa. In platea esponenti politici, rappresentanti istituzionali e amministratori locali. A fare gli onori di casa il segretario cittadino di Forza Italia Michele Capanna. Ribadite con forza le ragioni del Si, sgombrando il campo da quelle, come sono state definite, fake news diffuse dai promotori del No, rispetto a una riforma che non va a ledere minimamente l’autonomia della Magistrature, anzi la rafforza, dandole più equilibrio e garantendo qualità. Nessuna ingerenza del potere esecutivo su quello giudiziario, ma una netta limitazione, questa sì, al correntismo che ha segnato e continua a segnare l’ordinamento a partire da una totale mancanza di equità e terzietà tra corpo giudicante e corpo inquirente.

“E’ una riforma per i cittadini non per i partiti di maggioranza – ha sottolineato Nazario Pagano – e la Magistratura non deve sentirsi in alcun modo minacciata. L’intenzione è quella di garantire un maggiore equilibrio senza intaccare minimamente l’autonomia, altrimenti avrebbe trovato lo stop della Corte Costituzionale.”

“I promotori del No parlano di semplici supposizioni diffondendo fake news, senza entrare nel merito – ha aggiunto Giorgio Mulè – non sta scritto da nessuna parte che questa riforma consentirà al potere esecutivo di avere un controllo diretto sul potere giudiziario, sono invece le correnti ad avere acquisito, in questi anni, privilegi che vanno in contrasto con quella che dovrebbe garantire a tutti i cittadini la totale equità.”