Illustri personaggi hanno animato ieri al Sirena di Francavilla l’incontro pubblico organizzato dal Comitato per il Referendum Giusto dire No, dal direttore di Fanpage Francesco Cancellato allo scrittore ex magistrato Gianrico Carofiglio, all’ ex componete del Pool Mani Pulite Gherardo Colombo.
A fare gli onori di casa il Direttore de “Il Centro” Luca Telese e la sua partner televisiva Marianna Aprile, le conclusioni affidate al Procuratore Capo Giuseppe Bellelli, ma nel mezzo tutto il gota nazionale del Comitato “Giusto dire No”, dagli ex magistrati Gianrico Carofiglio e Gherardo Colombo, il noto avvocato Anna Falcone e il direttore di Fanpage Francesco Cancellato, vittima, suo malgrado, di un’intricata attività di controllo e spionaggio. La riforma che il Governo vorrebbe imporre, attraverso un referendum costituzionale, piuttosto che con una semplice legge ordinaria, dice molto di più di quanto vorrebbe fare vedere. Non darà alcun beneficio ai problemi atavici della Giustizia in Italia, non garantirà una separazione delle carriere che già è stata inserita con la riforma Cartabia e soprattutto andrà ad incidere negativamente sul perfetto bilanciamento tra organo giudicante e organo requirente, andando a minare, in prospettiva la stessa autonomia del potere giduiziario:
“Il vero obiettivo di questa riforma è la Magistratura – afferma il Procuratore Capo Giuseppe Bellelli – vogliono indebolire la nostra autonomia per esercitare, in prospettiva, un controllo come già accade in Ungheria con Orban, dobbiamo fermamente invitare i cittadini che da questa riforma non avranno alcun beneficio a votare no.”
Tra le tante storture di questa riforma il sistema di sorteggio per la composizione del CSM, come ha ricordato Carofiglio, sistema che non si riscontra in nessun Paese del mondo e presente, in Italia, solo per la composizione dell’organismo di rappresentanza dei detenuti. C’è poi il tema della narrazione del referendum con la diffusione di una lunga serie di Fake News:
“Dagli slogan dei sostenitori del Si – spiega Luca Telese – un sacco di inesattezze prendendo spuntpo da fatti di cronaca che nulla hanno a che fare con questa riforma. Ecco, noi che ci occupiamo d’informazione abbiamo il dovere di mettere in guardia l’opinione pubblica su quelli che sono i reali rischi se dovesse passare la riforma, e del resto è lo stesso Ministro Nordio con le sue uscite a dircelo con estrema chiarezza, da quando ha ingenuamente ammesso che di questa riforma avrebbe beneficiato anche un governo con diverso colore o quando ha chiesto la lista di tutti coloro che hanno sottoscritto per la costituzione del Comitato del No, fatto, questo di una gravità inaudita.”