Referendum costituzionale: reazioni e commenti in Abruzzo

REFERENDUM COSTITUZIONALE: LA SCHEDA. COMBO ESTERNO/INTERNO

La vittoria netta del No al referendum costituzionale sulla giustizia anche in Abruzzo ha innescato reazioni e commenti politici

Di seguito riportiamo le note che via via arrivano in redazione:

Alessio Monaco Capogruppo AVS in Consiglio regionale d’Abruzzo:

«Referendum giustizia: vince il NO, vince la democrazia. La vittoria del NO ai referendum sulla giustizia rappresenta un risultato importante per il Paese. Non è la vittoria di una parte politica sull’altra, ma l’affermazione di un principio più alto: la difesa della democrazia costituzionale e dell’equilibrio tra i poteri dello Stato. I cittadini italiani hanno scelto con consapevolezza di non intervenire in modo frammentario e semplificato su temi complessi e delicati, riaffermando la centralità della Costituzione italiana come fondamento delle nostre istituzioni. È un segnale chiaro: le riforme della giustizia si fanno, ma si fanno bene, in Parlamento, con serietà, equilibrio e visione complessiva. Con questa scelta si rafforza il principio dell’indipendenza della magistratura, presidio essenziale di legalità e garanzia dei diritti di tutti i cittadini. Si difende un sistema di pesi e contrappesi che è alla base dello Stato di diritto e si evita il rischio di interventi parziali che avrebbero potuto produrre effetti distorsivi. Vince il NO, dunque, ma soprattutto vincono i diritti di tutti noi. Vince l’idea che la giustizia non possa essere oggetto di slogan o scorciatoie, ma debba essere riformata con responsabilità, attraverso investimenti, organizzazione e politiche strutturali capaci di ridurre i tempi dei processi e migliorare i servizi ai cittadini.
Ora si apre una fase nuova. Il messaggio che arriva dal voto è chiaro: serve una riforma organica della giustizia, che parta dai bisogni reali del Paese. Più risorse, più personale, più efficienza, più garanzie. È su questo terreno che la politica è chiamata a misurarsi. La vittoria del NO è, in definitiva, una vittoria della democrazia. Una scelta di responsabilità che rafforza le istituzioni e guarda al futuro con maggiore consapevolezza».

Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista:

«Viva l’Italia antifascista che, con uno straordinario miracolo di partecipazione popolare, ancora una volta ha salvato la Costituzione nata dalla Resistenza. Ora uniamoci per mandare a casa Giorgia Meloni e impedire alla destra di fare altri danni. Ha vinto il NO al tentativo di mettere in discussione l’autonomia della magistratura, cardine della nostra democrazia costituzionale. È un voto contro la corruzione, le mafie, la demagogia razzista e forcaiola. È ora di smetterla con i tentativi di stravolgere la Costituzione. Escono sconfitti Giorgia Meloni e gli eredi di Almirante, Licio Gelli e Berlusconi. Escono battute le due destre, quella fascioleghista e berlusconiana e quella che per troppo tempo ha egemonizzato il centrosinistra. Si può vincere senza Calenda, la Picierno, Minniti e tutta quella che hanno cercato di spacciare come sinistra per il SI, il Foglio e il Corriere della Sera. Siamo di fronte al fallimento di Giorgia Meloni, principale vassalla di Trump in Europa, che non ha affrontato nessun problema del popolo italiano ma si è messa al servizio dei soliti gruppi di potere e privilegio. Il risultato clamoroso dimostra che l’attuazione della Costituzione è la base su cui va costruito un fronte unitario che sconfigga la destra alle prossime politiche. Tanti giovani hanno contribuito a questa vittoria dopo aver contestato la complicità col genocidio. Invitiamo tutto il popolo della Costituzione a partecipare sabato 28 marzo a Roma alla manifestazione nazionale NO KINGS contro il riarmo e la guerra che si svolgerà in contemporanea con gli Stati Uniti e altre capitali europee».

Daniele Marinelli, segretario regionale del Partito democratico:

«La vittoria del NO ferma una riforma sbagliata. Gli italiani non si sono fatti prendere per il naso e hanno respinto un progetto inutile e pericoloso. Ora il Governo dia finalmente risposte al Paese, se ne è capace. Felice per il contributo dell’Abruzzo.  L’esito del referendum sulla giustizia, con la netta prevalenza del NO, consegna un messaggio politico inequivocabile: la Costituzione non si cambia a colpi di forzature e propaganda. Le italiane e gli italiani hanno risposto con una partecipazione davvero poderosa, che non si registrava da anni. Sono felice e soddisfatto del risultato, innanzitutto perché è un chiaro stop a una riforma pericolosa e sbagliata, che avrebbe meritato ben altro confronto nel Parlamento e nel Paese. Gli italiani hanno dimostrato che non ci stanno a farsi prendere per il naso, anche a fronte dei toni fuori misura della Presidente del Consiglio, secondo cui la vittoria del NO avrebbe significato liberare stupratori e criminali. Una propaganda inaccettabile che è stata respinta con forza. Il dato politico è chiaro: sono stati il Governo e la Meloni a politicizzare questo referendum, approvando la riforma senza permettere che nemmeno una virgola venisse modificata in Parlamento, trasformando la contesa in uno scontro e rivendicandola come parte del proprio programma elettorale. Ma i cittadini hanno risposto nel merito, con la sonora bocciatura a una riforma che non avrebbe migliorato la giustizia e senza connessione con le priorità del Paese, in un momento in cui l’Italia è alle prese con questioni fondamentali come la guerra, i rincari, la sanità, il lavoro e l’economia in stallo, hanno costretto il Paese a discutere di una riforma che non avrebbe inciso sui problemi reali delle persone. Anche per questo il NO è stato così netto. Il Governo rifletta, su questa idea di spaccare e dividere le istituzioni e il Paese, su questo continuo tentativo di cercare alibi alla propria inerzia e sempre nuovi nemici: dell’opposizione, ai giornalisti, alla magistratura e sull’idea di lanciare sempre un nuovo fumogeno per cercare di distrarre l’attenzione dalle priorità del Paese e dei cittadini, che hanno alzato la voce. Il dato della partecipazione, con quasi il 60 per cento dei votanti è un segnale politico chiaro: la domanda di democrazia è viva e forte. Anche l’Abruzzo ha parlato con chiarezza, con una netta vittoria del NO, dopo una mobilitazione ampia e consapevole in questi mesi, con uno straordinario lavoro dei comitati e di tutti i soggetti che hanno promosso il NO. Il mio ringraziamento affettuoso alle democratiche e ai democratici, che sono un pezzo importante, nella nostra regione e nel Paese, di questa vittoria storica. Sta a noi, alle forze politiche e alle istituzioni, raccogliere questo segnale e trasformarlo in ascolto, apertura e responsabilità. Perché partecipazione significa fiducia, e la fiducia si costruisce con scelte credibili, con trasparenza e con la capacità di dare risposte concrete ai bisogni delle persone e dei territori. Lo stop a questo scellerato progetto dice chiaramente che i cittadini contano e sono stanchi di essere presi in giro. Non poteva esserci miglior segnale per le sfide che ci aspettano».

Saverio Gileno, segretario regionale dei Giovani Democratici dell’Abruzzo e Coordinatore nazionale della Segreteria PD:
«Il risultato del voto non lascia dubbi: la magistratura e la giustizia non sono controllabili dal governo. Si tratta di un dato politico importante, anche alla luce dell’alta affluenza, che va oltre il merito stesso della riforma. Gli italiani hanno voluto mandare un segnale chiaro: c’è scontentezza, c’è rabbia nei confronti dell’operato del governo e c’è soprattutto un grande bisogno di alternativa. Un dato ancora più significativo riguarda le nuove generazioni: tra gli under 30 il NO vince con oltre 20 punti di distacco, a dimostrazione di come questa vittoria passi anche dal grande apporto delle giovani e dei giovani. Da oggi deve partire un percorso politico serio con l’obiettivo di costruire una coalizione e un programma in vista delle elezioni politiche del 2027, aperto a tutte le forze che vogliono esserci. Serve realizzare un’alternativa che non sia solo contrapposizione, ma una credibile proposta di governo per il Paese. In questo risultato c’è anche il grande lavoro dei Giovani Democratici d’Abruzzo, che in queste settimane hanno animato una campagna capillare tra strade, piazze e mercati, parlando con le persone e riportando il confronto politico tra i cittadini. Un impegno che continuerà nei prossimi mesi, proprio in vista della costruzione di questa alternativa. Ora è il momento di dare risposte concrete: serve subito una legge strutturale per il voto fuorisede. L’onda dei fuorisede, che anche grazie al grande impegno dei Giovani Democratici hanno partecipato come rappresentanti di lista, è stata straordinaria e dimostra quanto sia forte la domanda di partecipazione delle nuove generazioni. Anche in Abruzzo il NO ha vinto. È un segnale politico chiaro dopo sette anni di governo regionale del centrodestra a guida Marsilio. Anche qui deve aprirsi una nuova fase: costruire un’alternativa credibile, radicata nei territori e capace di rispondere ai bisogni reali dei cittadini e a difesa dei diritti e della Costituzione».
CGIL Abruzzo e Molise: 

«Oggi vince la Costituzione italiana. Anche in Abruzzo si afferma il No con un’alta partecipazione al voto. È un segnale chiaro che arriva dai cittadini e che indica una forte volontà: la Costituzione non va cambiata o stravolta, ma applicata. I cittadini hanno scelto di difendere l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, che rappresentano un presidio fondamentale per i diritti e per la democrazia. Quella di oggi è una giornata importante, che apre una fase nuova”. Lo afferma il coordinatore del comitato regionale Società civile per il NO al referendum costituzionale e segretario generale della Cgil Abruzzo Molise, Carmine Ranieri, che sta raggiungendo piazza Sacro Cuore, a Pescara, dove sta per prendere il via una manifestazione spontanea dei cittadini».

Il sindaco di Chieti Diego Ferrara:

«Chieti e l’intera provincia hanno dato una risposta chiara e forte: quasi il 58,5% di affluenza complessiva e un dato ancora più significativo in città, con il 61,05% nelle 54 sezioni. Numeri che parlano da soli e che raccontano una comunità viva, consapevole, capace di scegliere e partecipare. Sono particolarmente lieto di questo risultato, a prescindere dalle posizioni, la mia è sempre stata palese, perché in esso si sente forte e chiara anche la voce dei giovani: una generazione informata, determinata e partecipe, come non accadeva da tempo. È un segnale importante per il presente e per il futuro. Ora il messaggio è evidente: basta divisioni e propaganda. È il momento di occuparsi davvero dei problemi delle persone e delle comunità. È questo, forse, il vero segnale che arriva da questo voto, insieme al fatto che per cambiare la Costituzione servono condivisione e obiettivi comuni».

Nota congiunta dell’assessore regionale Mario Quaglieri e del capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale Abruzzo, Massimo Verrecchia:

«È stato un confronto democratico importante, nel quale ha vinto la partecipazione e si è affermato il No a livello nazionale. Tuttavia, in Abruzzo emerge un dato politico significativo: l’unica provincia in cui ha prevalso il Sì è quella di L’Aquila, trainata in particolare dai comuni della Marsica. Ancora più rilevante è il risultato di Avezzano, unico comune di grandi dimensioni della regione dove il Sì risulta maggioritario. Si tratta di un segnale politico chiaro che premia un lavoro capillare sul territorio e una presenza costante tra i cittadini. Insieme abbiamo intrapreso un’iniziativa unitaria girando anche con un camper per raggiungere i comuni e per garantire un rapporto sempre diretto con i cittadini. I risultati premiano il nostro lavoro. Nei comuni della Marsica abbiamo riscontrato entusiasmo, partecipazione e un forte senso di coinvolgimento, frutto di un impegno quotidiano e diretto. Desideriamo ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a questa campagna elettorale – concludono – dai militanti ai cittadini che hanno scelto di informarsi, partecipare e sostenere le ragioni del Sì. Il risultato ottenuto nella provincia aquilana e in particolare ad Avezzano, Trasacco e la Marsica intera, rappresenta una base solida da cui partire per continuare a costruire un percorso politico serio e radicato nei territori. Un plauso infine – concludono Quaglieri e Verrecchia – anche alla Valle Peligna con in testa Sulmona dove, seppur di poco, è prevalso il Sì».

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio:

«Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano. Il nostro intendimento era quello
di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall’articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo ed imparziale. Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa
riforma. Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Ringraziamo la parte dell’elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l’alta
partecipazione al voto che conferma la solidità della nostra democrazia».

La premier Giorgia Meloni:

«La sovranità appartiene al popolo e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. Il Governo ha fatto quello che aveva promesso, portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale. L’abbiamo sostenuta fino in fondo e poi abbiamo rimesso la scelta ai cittadini e i cittadini hanno deciso. E noi come sempre rispettiamo la loro decisione. Resta chiaramente il rammarico per un’occasione persa di modernizzare l’Italia ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato. Andremo avanti come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, con determinazione e soprattutto con rispetto verso l’Italia e verso il suo popolo».

Giuseppe Conte, leader del M5S:

«Quattro anni di governo, zero riforme. Il voto degli italiani è un segnale politico fortissimo, un avviso di sfratto al Governo».