La netta vittoria del No al referendum costituzionale sulla giustizia suscita ancora reazioni: i commenti di quattro esponenti politici in Abruzzo
Ieri su questo stesso sito abbiamo riportato i primi commenti a caldo dei leader politici nazionali, oggi nel servizio del Tg8 vedremo le dichiarazioni di quattro esponenti regionali di centro destra e centro sinistra. Di seguito le loro dichiarazioni
Paolo Gatti, consigliere regionale Fratelli d’Italia:
«Io ero molto preoccupato perché avevo qualche sensazione negativa. Mi dispiace perché secondo me era una cosa seria, una proposta seria. Purtroppo il dibattito pubblico ha preso, nelle ultime settimane, una brutta piega. È un peccato, però è un voto che va rispettato. In Italia diventa sempre tutto politico, io penso che molti hanno votato anche per ragioni politiche, questo è indiscutibile. Le elezioni politiche ci saranno l’anno prossimo, quindi chi ha votato per un concetto politico e non nel merito della riforma non ha fatto, per me, un buon servizio alla nostra nazione, però sia pure nell’amarezza tutto questo va rispettato».
Vincenzo D’Incecco, capogruppo Lega:
«Io intanto credo che quando il popolo si esprime bisogna rispettare il voto popolare, quindi evidentemente dobbiamo fare anche una riflessione su come è stata condotta la campagna referendaria. Essendo un quesito complicato e complesso, magari non siamo stati nemmeno troppo in grado di riuscire a far comprendere la bontà della riforma. Rispettare il voto del popolo non significa non continuare a pensare che ci sia necessità in questo paese di una riforma dell’ordinamento giudiziario, quindi ne prendiamo atto.
Evidentemente i tempi non sono ancora maturi, avremo tempo e modo di riflettere su come portare avanti una riforma della giustizia giusta, perché non non c’era nessun intento di avere un sopravvento sulla magistratura, ma non era evidentemente ancora il tempo e continueremo a parlarne. Ci sarà ancora un dibattito su questo tema che dura da anni, continuerà ad esserci, ora prendiamo atto di quello che è accaduto, lo rispettiamo e andiamo avanti col lavoro del governo e di tutto il centrodestra nazionale. Non è stato un referendum politico, si è entrati sul tema ma questo non ha avuto l’effetto che noi abbiamo sperato e che desideravamo».
Silvio Paolucci, capogruppo Pd
«Una larga affermazione del No che ci dice che la Costituzione non si strappa a colpi di maggioranza. È l’ennesima volta che si prova a forzare sulle regole costituzionali che si decidono insieme e si cambiano insieme. Una larga maggioranza si è espressa contro questa riforma, ovviamente ci fa riflettere in modo positivo anche per l’alta affluenza e la grande forza espressa dai giovani. Da qui si può ripartire e credo che oggi il centrosinistra e il campo largo abbiano l’onere di costruire un’alternativa a questo governo.
È stato un No al tema ed è stato un No all’arroganza di questo governo, è stato anche un No ai fallimenti di questo governo. Pensiamo al grande tema, per esempio, delle accise. La Meloni si insediò promettendo una riduzione dei costi del carburante invece sono schizzati con lei, oppure pensiamo a un appiattimento sulle politiche dissennate di Trump, così come tante altre scelte, come i tagli corposi sulla sanità che in Abruzzo viviamo in modo molto considerevole».
Luciano D’Amico, capogruppo Patto per l’Abruzzo
«Il risultato è da leggere in modo decisamente positivo, gli italiani hanno detto di no alla rettifica, allo smontaggio della costituzione Repubblicana. Il voto al referendum rappresenta poi una seria ipoteca per i progetti di premierato, per i progetti di autonomia differenziata, passando anche per i progetti di una presunta riforma elettorale assolutamente di parte.
Io credo che gli italiani abbiano mandato un messaggio chiarissimo al governo di centrodestra: non sono d’accordo su queste modifiche strutturali che servono per coprire un’azione di governo assolutamente insipiente e insignificante nell’affrontare i loro veri problemi».
