Referendum costituzionale: anche in Abruzzo è avanti il NO: Sì al 48.23, No al 51.77 (sez. 1.138 su 1.628 ). Urne chiuse alle ore 15 e subito l’inizio dello spoglio
Affluenza: oggi si è assistito ad un “risveglio” del sud, dove fino a ieri era stata più bassa rispetto alle regioni del Nord. In particolare la mobilitazione ha riguardato le grandi città.
In Italia l’affluenza si attesta in una forbice compresa tra il 56% e il 60%, al momento è 58,93 dato non ancora definitivo.
AFFLUENZA DEFINITIVA ABRUZZO: 60,51
L’AQUILA: 62,68 definitivo
CHIETI: 59,87 definitivo
PESCARA: 60,16 definitivo
TERAMO: 59,64 definitivo
In Abruzzo, nelle 1.628 sezioni allestite per il referendum sulla Giustizia, l’affluenza
definitiva è stata del 60,51% degli aventi diritto al voto. L’affluenza è stata del 62,68% nella provincia dell’Aquila (404 sezioni), del 60,18% in quella di Pescara (396 sezioni), del 59,64% nella provincia di Teramo (368 sezioni) e del 59,85% in quella di Chieti (460 sezioni).
Nel capoluogo di regione l’affluenza ha raggiunto il 67,26% (81 sezioni); nei capoluoghi di provincia Chieti è arrivata al 61,05% (54 sezioni), Pescara al 62,74% (170 sezioni) e Teramo al
64,26% (80 sezioni).
VOTI REALI PARZIALI

Essendo confermativo, il referendum costituzionale sulla giustizia non necessiterà del superamento del quorum, come previsto dall’articolo 138 della Costituzione.
L’Emilia Romagna si conferma la Regione con la più alta partecipazione pari al 53,69%, maglia nera alla Sicilia con il 34,94%.
Gli italiani sono stati chiamati ad esprimersi sul referendum confermativo della legge costituzionale recante: “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. Gli aventi diritto al voto, in base ai dati del Viminale, sono 51.424.729, di cui 5.477.619 all’estero.
Alla chiusura dei seggi, oggi alle 15, è iniziato lo spoglio delle schede. Il risultato sarà valido a prescindere dall’affluenza, l’esito dipenderà esclusivamente dai voti validamente espressi.
In Abruzzo sono circa 1 milione e 200 mila gli aventi diritto al voto. Sulla scheda referendaria di colore verde le opzioni erano due: Sì per confermare la revisione di sette articoli della Costituzione chiamati in causa dalla riforma; No per respingerla.
Le modifiche su cui si sono espressi i cittadini, se prevarrà il Sì, modificheranno 7 articoli della Carta costituzionale: 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110.
In particolare: cambiare l’ordinamento giurisdizionale italiano per separare le carriere di giudici e pubblici ministeri, istituire due Consigli superiori della magistratura (uno per giudicanti e uno per requirenti) e una nuova Alta Corte disciplinare per i magistrati ordinari (composta da 15 giudici, tra professori, avvocati e magistrati sorteggiati), che accentra la competenza disciplinare oggi in capo al Csm. Questi i punti fondamentali della riforma costituzionale pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 30 ottobre 2025.
