È stata sedata nel pomeriggio la protesta nel carcere di Vasto, 7 gli agenti feriti. I sindacati di Polizia penitenziaria chiedono rinforzi
Si è conclusa nel pomeriggio con alcuni agenti della polizia penitenziaria feriti, la protesta nel carcere di Vasto scoppiata questa mattina. A supporto della polizia penitenziaria sono intervenuti i colleghi di polizia di Stato, carabinieri, Guardia di Finanza e polizia locale, coordinati dal dirigente del Commissariato vastese, Marcovecchio. Il vice questore ha dato attuazione ad un protocollo d’intervento che prevede la cinturazione dell’intera zona con presidi e pattuglie itineranti nell’area adiacente la struttura penitenziaria. L’obiettivo è la salvaguardia della sicurezza anche in casi di tentativi di evasione.
Nella scorsa notte, un internato colto da infarto è deceduto, ma l’episodio non è da ricollegare ai disordini di oggi che,
secondo quanto confermato da fonti locali, si sarebbero scatenati da motivi non rilevanti.
I disordini nel carcere di Vasto sono stati causati dalle proteste di un gruppo di detenuti. Feriti e contusi fra gli agenti di Polizia penitenziaria, alcune ambulanze hanno raggiunto la struttura. Lo rende noto il sindacato Uilpa.
“Sebbene a Vasto non si registri sulla carta sovraffollamento, dichiara in una nota Gennarino De Fazio, segretario generale della UilPa Polizia Penitenziaria – la penuria negli organici della Polizia penitenziaria è a dir poco vertiginosa se si considera che manca almeno il 53% degli agenti (67 assegnati su 143). A livello nazionale la penuria di agenti operativi nelle carceri ammonta ad almeno 20mila unità, a fronte di un sovraffollamento detentivo di oltre il 138% (quasi 64mila reclusi in poco più di 46mila posti).
Ribadiamo che servono immediati e concreti provvedimenti per deflazionare la densità detentiva, potenziare gli organici di Polizia penitenziaria e altre figure professionali, ammodernare le strutture, implementare le tecnologie e gli equipaggiamenti, garantire l’assistenza sanitaria e avviare riforme complessive. In mancanza, la crisi sarà sempre più profonda”.
Il sindaco di Vasto Francesco Menna, a proposito dei disordini nel carcere locale, ha dichiarato:
“Chiedo con forza alla Regione Abruzzo di pretendere dal Governo l’invio immediato di più uomini e donne delle forze di polizia sul nostro territorio, compresa la Polizia Penitenziaria. La sicurezza non si garantisce con le dichiarazioni, ma con la presenza concreta dello Stato. Il presidente della Regione Abruzzo Marsilio e i rappresentanti della destra regionale, a partire dall’assessore Tiziana Magnacca e dal consigliere Francesco Prospero – prosegue la nota di Menna, anche presidente della Provincia di Chieti – si assumano la responsabilità politica di questa situazione. Da mesi denuncio, insieme a molti colleghi sindaci, il progressivo impoverimento degli organici, senza ottenere risposte. Le forze dell’ordine, a Vasto come nel resto d’Italia, svolgono un lavoro straordinario in condizioni sempre più difficili. Una situazione che riguarda anche la Polizia Penitenziaria dell’Istituto di pena locale, da tempo alle prese con gravi carenze di organico, condizioni operative critiche e livelli di tensione sempre più elevati, come dimostrano le recenti sommosse e aggressioni, in particolare quella di cui si parla oggi che ha registrato anche dei feriti. Segno evidente di quello che lamentiamo da mesi”.
Sulla vicenda di Vasto è intervenuta anche la segreteria regionale dell’Osapp, sindacato di Polizia penitenziaria:
“Nella tarda mattinata di oggi 9 Gennaio, presso la Casa Lavoro di Vasto abbiamo assistito all’ennesimo episodio di
violenza. Oramai tali episodi quasi non fanno più notizia, dato il ripetersi continuo e costante che caratterizza la
quotidianità negli istituti della penisola.
È uno dei più gravi episodi registrati in Abruzzo, pare sia scaturito da una precedente discussione con un tentativo di aggressione che si era verificato nella serata di ieri, quando un internato ha aggredito per futili motivi un appartenente al corpo della Polizia Penitenziaria.
Lo stesso internato nella mattinata di oggi, insieme ad altri tre internati, ha inscenato una discussione con detenuti
appartenenti alla sezione circondariale (detenuti comuni in attesa di giudizio che sono ristretti nella stessa struttura)
dapprima usando il pretesto della mancanza di una televisione in camera di pernottamento di uno di loro “che poi
era la motivazione della protesta che aveva portato all’aggressione della sera precedente”, per poi venire alle mani
fra opposti gruppi. Altre parole grosse erano uscite anche a seguito della morte per cause naturali di un altro
ristretto.
L’intervento della Polizia Penitenziaria è stato immediato e professionale, ma purtroppo ha portato come era logico
aspettarsi a una coalizzazione dei gruppi contro l’esiguo numero di agenti li presenti.
La situazione ha preso da subito una brutta piega, ma con calma e tenacia i pochissimi uomini presenti sono riusciti
a mettere i detenuti e gli internati nella situazione di non nuocere alle strutture e alle persone.
In un secondo momento grazie anche al personale sopraggiunto da altre strutture abruzzesi la situazione è rientrata
completamente.
Appare doveroso rappresentare i miei complimenti al personale che in evidente inferiorità ha evitato guai peggiori, a cominciare dalla Direzione e dal Comandante che in prima persona hanno gestito la situazione.
Purtroppo 7 valorosi colleghi si stanno sottoponendo a controlli sanitari. Alcuni di loro pare abbiano riportato guai
seri, con il rischio di compromettere la loro presenza per molti mesi. Questo sarebbe un grave problema che ricordo
va a legarsi alla assenza di almeno altri 4 colleghi che sono assenti sempre perché incappati in situazioni simili nei
mesi precedenti.
Si vuole ricordare che la struttura di Vasto per una presenza effettiva di Poliziotti Penitenziari che supera di poco le 50 unità nei vari ruoli ha una presenza di detenuti tra internati e appartenenti al circuito circondariale che quasi raggiunge le 150 unità. Fino a pochi mesi fa (ottobre 25) la presenza tra internati e detenuti comuni era sotto le 90 unità.
La costante crescita dei numeri dei detenuti in Italia, e il numero dei colleghi che non cresce in proporzione è il
primo dei problemi, al quale poi si lega una serie infinita di problemi , che vanno dalle strutture vetuste, le carenze
di settori fondamentali quali quello sanitario.
Oggi si potrebbe recriminare e accusare, ma la situazione è talmente grave che non ci sentiamo di accusare, ci
sentiamo solo di chiedere aiuto. Chiediamo aiuto alla politica affinché difenda la Casa Lavoro di Vasto, spingendo il Dipartimento in questa prima fase a diminuire la presenza degli internati, a cominciare da quelli più riottosi alle regole.
Chiediamo aiuto al Provveditorato per abbassare il numero dei detenuti del circuito circondariale, e sopratutto
chiediamo l’invio di personale in distacco, magari attingendo alla vecchia graduatoria. Se non fosse possibile,
allora chiediamo l’invio di personale in missione.
Chiediamo la dimostrazione effettiva di vicinanza a quel personale che quotidianamente svolge il proprio compito
con abnegazione e senso del dovere. La Casa Lavoro di Vasto da tanti anni è al centro di problematiche complesse, l’arrivo di una giovane Direttrice e di un gruppo di 7 poliziotti penitenziari aveva ridato speranza. Speranza scomparsa con l’apertura del terzo piano, e con l’arrivo di un cospicuo numero di ristretti.
Ora si chiede di invertire la rotta. Si chiede di dare la speranza nel miglioramento. Si chiede di creare le condizioni affinché si possa costruire le condizioni affinché il personale vada a lavorare senza rischiare la vita.
Qualora nei prossimi giorni non si vedrà soddisfatte almeno parte delle nostre richieste si valuterà insieme alle
Donne e agli Uomini del corpo di Polizia Penitenziaria di Vasto iniziative valide a supporto delle richieste”.
