Protesta medici di base: domani manifestazione a Pescara

Domani a Pescara, davanti all’assessorato alla Sanità, manifestazione dei medici di base Fimmg, Snami, Fmt, Cisl Medici e Smi

Nell’ambito della mobilitazione promossa dalla Fimmg Abruzzo, il nuovo appuntamento è per domani alle ore 10:00, davanti alla sede dell’assessorato regionale alla Sanità, in via Conte di Ruvo, a Pescara. La manifestazione è promossa dalla Fimmg, Federazione italiana medici di medicina generale, insieme a Snami, Fmt, Cisl Medici e Smi.

All’iniziativa, oltre ai segretari regionali e provinciali delle cinque sigle, parteciperanno medici di medicina generale provenienti da tutto l’Abruzzo. Al centro della protesta c’è soprattutto la mancata intesa sull’Accordo integrativo regionale (Air), ma anche altre questioni che da mesi hanno indotto la Fimmg a proclamare lo stato di agitazione.

Piena solidarietà ai medici di medicina generale abruzzesi e a tutte le organizzazioni sindacali che hanno promosso la mobilitazione regionale è stata espressa dal segretario regionale del PD Daniele Marinelli e dai consiglieri regionali del Partito Democratico Silvio Paolucci, Antonio Di Marco, Antonio Blasioli, Dino Pepe, Pierpaolo Pietrucci e Sandro Mariani.

«Da mesi denunciamo il fallimento della programmazione sanitaria della Giunta Marsilio – lamentano i consiglieri – . Oggi i sindacati della medicina generale certificano ciò che cittadini e operatori vivono ogni giorno: ritardi, assenza di confronto, mancanza di una visione e progressivo smantellamento della sanità di prossimità. Altro che rilancio del territorio: siamo davanti a una politica fatta di tagli, annunci e inaugurazioni senza servizi. Nel Programma Operativo la Regione ha previsto fino a 12 milioni di euro di tagli alla medicina territoriale, mentre mancano centinaia di medici di base e oltre 60 mila cittadini sono già senza medico di famiglia. È il risultato di una gestione fallimentare che rischia concretamente di riportare l’Abruzzo verso il commissariamento della sanità.
Le Case di Comunità dovevano rappresentare il perno della nuova assistenza territoriale, invece oggi molte strutture risultano in ritardo, altre vengono inaugurate senza un modello organizzativo definito, senza personale sufficiente e senza una reale integrazione con la medicina generale. Il rischio denunciato dai sindacati è concreto: avere contenitori vuoti mentre nei territori, soprattutto nelle aree interne, si continua a perdere prossimità sanitaria e continuità assistenziale. L’Abruzzo è inoltre tra le regioni con il più alto tasso di rinuncia alle cure. Migliaia di famiglie rinunciano a curarsi per difficoltà economiche, liste d’attesa interminabili e assenza di servizi vicini. È il segno più drammatico del fallimento delle politiche sanitarie regionali e nazionali. Non si può costruire la medicina del territorio contro i medici di famiglia o senza coinvolgere chi ogni giorno garantisce assistenza e prossimità ai cittadini.

Servono subito il rinnovo dell’Accordo Integrativo Regionale, investimenti veri sulla medicina generale, il pieno utilizzo delle risorse del PNRR e un piano credibile per salvare la sanità territoriale abruzzese. Continuare così significa aumentare disuguaglianze, mobilità passiva e abbandono sanitario di intere comunità».

Marina Moretti: