Progetto per stima popolazione orso bruno marsicano

Stima popolazione orso bruno marsicano: conclusa la seconda fase del progetto DigitAP. A Roma il punto su dati e metodologie

Si è svolto a inizio marzo a Roma, con una qualificata partecipazione istituzionale, il secondo
incontro sul monitoraggio genetico dell’Orso bruno marsicano. L’ambito è quello del Progetto PNRR DigitAP, coordinato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con il supporto tecnico di ISPRA.

Circa un centinaio di partecipanti – rappresentanti di Regioni, Parchi nazionali, enti, Carabinieri Forestali, associazioni e università coinvolti – hanno preso parte al secondo appuntamento di aggiornamento sui risultati delle analisi genetiche che concludono la fase due del progetto.

È emerso come particolarmente significativo il lavoro sul campo: sono stati raccolti 854 campioni, con una resa di analisi pari all’81%, un risultato che racconta l’efficacia delle procedure e la qualità con cui le attività sono state condotte da tutte le squadre coinvolte. Al centro del confronto di Roma le metodologie adottate, i processi di identificazione individuale degli esemplari, la qualità e robustezza dei dati, la variabilità genetica e le prime analisi genomiche.

L’incontro ha rappresentato un momento di confronto scientifico e di condivisione, mettendo in luce la sinergia tra i partner e il livello di competenze tecniche e professionali impiegate lungo l’intero percorso. Il progetto entra ora nella sua fase conclusiva: le elaborazioni sono in corso sui dati emersi, in vista dell’ultimo appuntamento che porterà alla chiusura delle analisi e alla definizione aggiornata della stima della popolazione di orso bruno marsicano.

Obiettivo dell’intervento

L’intervento ha come obiettivo quello di produrre la prima stima delle dimensioni di popolazione e della distribuzione geografica dell’orso bruno marsicano nel suo intero areale, a cavallo delle regioni Abruzzo, Lazio e Molise. L’orso marsicano è una sottospecie endemica presente solo sull’Appennino centrale, con una popolazione molto ridotta (circa 50 individui), gravemente minacciata dal rischio di estinzione. Monitorarla efficacemente nel tempo è un aspetto cruciale negli sforzi di conservazione della specie.

A questo scopo, nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), con la consulenza tecnica di ISPRA, ha affidato all’Istituto di Ecologia Applicata, tramite una procedura pubblica di selezione, un servizio per la realizzazione di un campionamento genetico non-invasivo di peli di orso bruno marsicano. Il campionamento si svolge all’interno di tutta la distribuzione conosciuta della specie, individuata negli ultimi venti anni grazie all’attività delle reti di monitoraggio dell’orso. Il progetto è stato preparato durante l’estate 2024 ed è stato realizzato nel periodo giugno-settembre 2025.

Il piano di campionamento

Il campionamento genetico è stato condotto su un’area complessiva di circa 6000 km2, suddivisa all’interno di 4 comprensori geografici

  1. L’area di distribuzione centrale della specie, costituita dal territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, la sua area contigua, i territori della Riserva Naturale Regionale di Monte Genzana e della valle Roveto con la Riserva Regionale di Zompo Lo Schioppo;
  2. L’area del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini e le zone immediatamente circostanti;
  3. L’area del Parco Nazionale della Maiella e i territori circostanti compresi nelle province di Chieti, Pescara, L’Aquila e Isernia;
  4. L’area che comprende il Parco Naturale Regionale del Sirente-Velino, la Riserva Naturale Regionale Montagne della Duchessa e il comprensorio dei monti del Cicolano in provincia di Rieti.

Si tratta dello sforzo maggiore mai prodotto finora per il monitoraggio demografico dell’orso marsicano.

Tecniche di raccolta dati

La raccolta dei campioni di pelo destinati alle analisi genetiche viene effettuata tramite tre diverse tecniche:

  1. Trappole olfattive, costituite da un recinto di filo spinato ancorato al tronco degli alberi all’interno del bosco, al cui centro verrà costruita una catasta di legna su cu si verserà un’esca odorosa, con lo scopo di attrarre l’orso e indurlo a lasciare dei ciuffi di pelo sul filo spinato.
  2. Trappole ai grattatoi, costituite da porzioni di filo spinato attaccate sulla corteccia di alberi già noti e su cui gli orsi hanno l’abitudine di grattarsi come mezzo di comunicazione e di marcatura.
  3. Trappole alle aggregazioni di ramno, costituite da recinti di filo spinato posti nelle praterie in alta quota attorno alle piante di ramno (Atadinus alpinus), di cui l’orso si ciba in tarda estate.

 

Marina Moretti: