Premio ritirato dai Daspo: dirigente Coni Chieti si dimette

Il delegato provinciale del Coni di Chieti Massimiliano Melozzi in procinto di lasciare l’incarico dopo la vicenda del premio ritirato dai destinatari di Daspo

Prima lo scandalo – il ritiro del premio alla Curva Volpi affidato anche a quattro ultras destinatari di Daspo e che non possono entrare in nessuno stadio d’Europa – poi l’imbarazzo e alla fine le dimissioni del delegato provinciale del Coni di Chieti, Massimiliano Milozzi.

Tra le sei persone che hanno ritirato il premio Coni alla Curva Volpi (nella foto con Milozzi) ve n’erano quattro raggiunte da Daspo per episodi violenti, pericolosi e anti sportivi. Quattro ultras  che dovranno tenersi alla larga dagli stadi di tutta Europa per periodi che vanno dai due ai nove anni.

Ieri Milozzi ha incontrato il Prefetto di Chieti, Silvana D’Agostino, alla quale avrebbe annunciato l’intenzione di lasciare l’incarico, anche se la comunicazione ufficiale non è ancora arrivata. Era stato lo stesso Prefetto, che rappresenta lo Stato sul territorio, a convocare Milozzi per chiedere spiegazioni, visto che il Coni, come ente pubblico, è sottoposto alla vigilanza.

Sarebbe stato il presidente nazionale del Coni, Luciano Buonfiglio, a spingere Melozzi a dimettersi, segno che l’imbarazzo per la vicenda ha ampiamente superato i confini regionali.

È probabile che a non essere piaciuta sia stata anche il modo in cui è stata gestita: anziché ammettere la gaffe istituzionale, o almeno la svista grossolana, e quindi chiedere scusa, si è preferito difendere l’operato del Coni teatino affermando che il riconoscimento era per la Curva Volpi, non per i singoli componenti (daspati) della tifoseria. In sostanza si è puntato alla curva come astrazione e non come luogo abitato da persone in carne e ossa, alcune delle quali indesiderate.

Marina Moretti: