La situazione al Porto di Pescara è inaccettabile, tra asta del pesce a singhiozzo e mancato dragaggio: appello dell’associazione Mimmo Grosso
A lanciarlo è il presidente dell’associazione Doriano Camplone che ancora una volta sottolinea i disservizi e le difficoltà vissute dagli operatori della marineria.
«In qualità di presidente dell’associazione Mimmo Grosso, sento il dovere di intervenire sulla situazione critica che sta stringendo d’assedio la nostra marineria. Non è un momento facile per chi vive di mare, e le ultime vicende legate al Mercato Ittico non fanno che aumentare un senso di incertezza che non possiamo più permetterci.
Esprimo la mia profonda doglianza per quanto accaduto in quest’ultima settimana. Un’asta
che funziona a singhiozzi, con interruzioni continue, non è solo un problema tecnico: è una
ferita alla dignità del nostro lavoro. Non riesco a comprendere come il Comune abbia potuto
dare seguito a un progetto che appare così sottodimensionato per le nostre reali necessità.
Spostarsi in una struttura che non tiene conto dell’importanza vitale dei magazzini e dei locali
di servizio presenti nell’attuale stabile significa, nei fatti, rendere il trasferimento impossibile o,
peggio, fallimentare in partenza. Le categorie degli operatori ittici meritano rispetto e soluzioni
logistiche all’altezza, non ridimensionamenti che complicano l’operatività quotidiana.
Ma c’è un tema che mi preme ancora di più, perché riguarda la vita stessa dei nostri marinai: il
mancato dragaggio. Mi rivolgo direttamente a Comune e Regione: siamo ormai alle soglie della
bella stagione, la situazione dei fondali è drammatica e l’ intervento di dragaggio iniziato a
settembre, salutato con ottimismo e spirito di vittoria dai rappresentanti delle istituzioni locali,
si è concretizzato con un escavo di soli 2500 metri cubi, tuttora stipati nella vasca di colmata
posta sulla banchina di riva del ex porto commerciale, e non è più andato avanti, limitandosi,
di fatto, ad un quantità di fanghi dragati insignificante rispetto a quanto sarebbe necessario per
rendere regolare la navigabilità del nostro porto.
Andare a lavorare ogni giorno con il timore di non poter rientrare in porto in sicurezza, o di
rischiare l’incaglio a ogni uscita, è una condizione che logora. Uscire in mare è già un mestiere
duro; farlo con questi rischi aggiuntivi, causati dall’inerzia istituzionale, è semplicemente
ingiusto.
Come associazione Mimmo Grosso chiediamo risposte certe e interventi immediati. Non
possiamo più navigare a vista, né per quanto riguarda la stabilità tecnologica dell’asta, né per
la navigabilità del nostro porto. La marineria pescarese ha bisogno di atti concreti: si ripristini
la funzionalità del mercato e si proceda senza ulteriori indugi allo scavo dei fondali. La
sicurezza di chi lavora non può essere messa in secondo piano».
Anche la neonata associazione Pescara Brillante, che raccoglie i commercianti, critica lo spostamento del mercato dell’asta del pesce all’ex biglietteria della golena sud. Troppo piccola rispetto ai locali attuali sulla zona nord. L’asta si è bloccata di nuovo la scorsa settimana: la situazione per marineria, commercianti e armatori viene definita disastrosa.