Le vie del paradosso sono infinite: a fronte di un’anno eccezionale dal punto di vista della neve, una strada chiusa blocca l’accesso alla Maielletta
La polemica va avanti da giorni, da un lato gli operatori turistici che si lamentano, dall’altro l’Anas che spiega le ragioni della misura.
Sono motivi di sicurezza quelli che hanno spinto l’Anas a chiudere temporaneamente al traffico la statale 614 che porta a Passolanciano e agli impianti sciistici della Maielletta. Il rischio è stato individuato negli alberi pericolanti in zona Pretoro. Dopo l’intervenuta mediazione della Regione Abruzzo la strada starebbe per essere riaperta, ma le polemiche non si placano: i tempi sono troppo lunghi, visto che il prossimo fine settimana i sogni bianchi degli sciatori potrebbero sciogliersi… come la neve al sole.
«Lunedì il sindaco di Pretoro, Diego Giangiulli, firmerà l’ordinanza sindacale grazie alla quale Anas provvederà a proprie cure e spese a tagliare gli alberi pericolanti e a rimuovere le condizioni di pericolo che ad oggi tengono chiusa la strada. L’obiettivo è riaprire completamente alla percorribilità in sicurezza tutto il comprensorio della Maielletta entro il prossimo fine settimana -. ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio- Da tre mesi tra Anas e comune di Pretoro si è sviluppata una fitta corrispondenza sul tema della competenza e della responsabilità di questa messa in sicurezza. Una corrispondenza che ha coinvolto il Parco nazionale, la Forestale, le Prefetture, le Questure, ma mai la Regione. Regione che, quindi, ha appreso della vicenda solo dopo che, con l’emergenza maltempo, la forte nevicata ha prodotto un peggioramento della situazione tale da dover costringere alla chiusura della strada.
Tra quanti hanno investito la mia persona del problema, desidero ringraziare Maurizio Formichetti che, preoccupato per le conseguenze di questo blocco stradale anche in vista della prossima tappa del Giro d’Italia, mi ha messo a conoscenza del carteggio. Ho immediatamente sollecitato le parti in causa a uscire dallo stallo, facendo sforzi per superare i conflitti di competenze al fine di risolvere il problema. Ho rappresentato il fatto che, mentre si assiste al miracolo di un’autostrada e di una ferrovia riaperte in pochi giorni in presenza di una frana tra le più grandi e pericolose d’Europa, tenere chiuso un intero comprensorio turistico montano per qualche albero da potare era ingiustificabile.
L’assessore Umberto D’Annuntiis ha offerto alle parti il contributo di esperienza e competenza amministrativa utile a dare una soluzione, che è stata accettata e che sarà operativa nelle prossime ore. Ringrazio l’assessore, il sindaco di Pretoro e il Direttore del Compartimento Abruzzo e Molise di Anas, Paolo Testaguzza, per aver collaborato costruttivamente. Anas, in particolare, si farà carico degli oneri dell’intervento, avendo compreso e condiviso che le casse di un piccolo comune non consentono di fare simili spese sull’ingente patrimonio boschivo che accompagna le strade di montagna. Mi auguro che la prossima riapertura restituisca serenità alle comunità locali e agli imprenditori turistici».
Insomma la vicenda non è affatto conclusa: il consigliere regionale Antonio Di Marco, anche in veste di vicepresidente della Commissione Ambiente e territorio, annuncia un‘interpellanza:
«Puntuale nel picco delle presenze turistiche, coincise quest’anno con il periodo pasquale e l’ondata eccezionale di neve, la viabilità verso il comprensorio di Passolanciano è stata interrotta, fino ad arrivare a una chiusura prolungata che di fatto blocca l’accesso a una delle principali aree turistiche montane dell’Abruzzo nel periodo di maggiore attrazione e affluenza. Una situazione che non solo crea disagi ai cittadini, ma sta producendo effetti pesanti su operatori economici e attività che vivono di turismo e stagionalità e sono costrette a stare chiuse, ancora una volta, in un periodo di festa. Serve capire perché questo avviene, qual è il processo decisionale che porta a ciò e se il rilancio, più volte pomposamente annunciato dalla Regione, ha davvero gambe e volontà per camminare, perché in sette e più anni di destra abbiamo visto solo promesse e impegni disattesi.
«Mi sono occupato direttamente della vicenda, raccogliendo le segnalazioni dei gestori e verificando criticità che non possono essere liquidate come inevitabili conseguenze del maltempo. Le chiusure, così come gestite, sollevano interrogativi seri sulla proporzionalità delle decisioni e sull’effettiva capacità di programmazione. Non è chiaro, ad oggi, perché si sia arrivati a una chiusura così impattante e drastica, né quali verifiche siano state effettuate rispetto alle condizioni reali. Così come non è accettabile che eventi prevedibili, come le nevicate, continuino a trovare impreparato il sistema e muta la Regione di fronte a scelte penalizzanti per il territorio.
Parliamo di una località strategica per l’economia delle aree interne, su cui erano state annunciate risorse e interventi. Ma oggi la domanda è semplice: che tipo di rilancio si sta portando avanti, se nel frattempo si chiudono le strade e si paralizza il territorio? Chiedo all’esecutivo regionale di chiarire: le ragioni delle chiusure e le verifiche effettuate; quali misure urgenti intenda adottare per garantire accessi sicuri ma continui; quale sia lo stato reale dei fondi destinati al comprensorio; se siano previsti ristori per gli operatori danneggiati da questa situazione. Non si può parlare di sviluppo turistico e, allo stesso tempo, lasciare isolata una delle sue principali destinazioni. Servono scelte chiare, tempi certi e rispetto anche per chi lavora e investe in montagna».
