Da diversi giorni alcuni genitori di giovani ragazzi di Pineto si erano rivolti ai Carabinieri della locale stazione preoccupati per strani atteggiamenti dei figli riconducibili all’uso di stupefacenti. Dopo appostamenti e pedinamenti si è arrivati alla spacciatrice fermata e arrestata con addosso dosi pronte per lo spaccio
Le famiglie dei ragazzi hanno fornito ai militari alcuni spunti sui luoghi dove potesse avvenire lo spaccio e le persone convolte nell’attività. I Carabinieri della stazione di Pineto con i nuovi elementi acquisiti hanno posto in essere dei discreti servizi di osservazione al fine di poter appurare la veridicità delle segnalazioni e degli elementi informativi in loro possesso. Ieri pomeriggio durante un apposito servizio hanno notato un’auto di una giovane donna del posto, i cui elementi informativi confluivano sulla stessa come autrice di spaccio: seduta sul lato passeggero al volante un ragazzo, che secondo gli attuali elementi acquisiti dovrebbe essere estraneo all’attività criminosa. I militari hanno, quindi, bloccato il mezzo e iniziato un meticoloso controllo anche dei due occupanti. In questo frangente l’autista mostrava segni di nervosismo ma ancora di più la passeggera proprietaria dell’auto che non la poteva condurre in quanto privata della patente di guida. A seguito di perquisizione nulla veniva rinvenuto sull’autista mentre la donna era in possesso di 3 involucri di cocaina; inoltre nel giubbotto in uso alla donna è stato rinvenuto un involucro contenente la medesima sostanza per un peso complessivo di grammi 90 circa.
La successiva perquisizione presso l’abitazione della giovane donna permetteva di rinvenire un bilancino di precisione con tracce di cocaina e materiale per il confezionamento della stessa. Pertanto la spacciatrice è stata tratta in arresto, in quanto ritenuta presunta responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, e posta ai domiciliari così come disposto dal PM di turno alla Procura della Repubblica di Teramo. Questa mattina è comparsa avanti al GIP del Tribunale di Teramo che dopo aver convalidato l’arresto ha accettato il patteggiamento dell’imputata condannandola a otto mesi di reclusione, pena sospesa, e al pagamento di euro 2.000 di multa.