Oggi al MIMIT incontro con la direzione Pierburg sulla cessione dell’Automotive del gruppo Rheinmetall, con sede anche a Lanciano. Trattativa ancora in corso
Nel corso dell’incontro odierno svoltosi presso il Mimit, FIOM CGIL Chieti, FIM CISL Chieti
e le RSU dello stabilimento Pierburg di Lanciano insieme alle rispettive OOSS nazionali di
riferimento hanno ricevuto aggiornamenti in merito alla procedura di vendita dello
stabilimento di Lanciano, nonché di quelli di Livorno e Torino.
La nota di FIOM CGIL e FIM CISL:
«Sono emerse diverse difficoltà: al tavolo, per parte aziendale, era presente solo l’AM della Pierburg Italia, mentre l’intera operazione di vendita è decisa e gestita dai vertici del Gruppo Rheinmetall, proprietario dell’azienda. È stato quindi inviato alla discussione un interlocutore al quale la Rheinmetall non ha dato capacità, mandato e libertà di rispondere alle nostre domande. Una situazione inaccettabile.
Gli aggiornamenti forniti sono stati scarsi e insufficienti. Le organizzazioni sindacali nazionali, unitamente alla nostra delegazione, hanno spinto con determinazione per ottenere, nel più breve tempo possibile, posizioni certe e la sottoscrizione di un accordo di tutela da definirsi prima che la vendita si perfezioni. Tale accordo dovrà essere identico a quello già sottoscritto in Germania, con garanzia minima di tre anni su: tutela degli asset, mantenimento dei livelli occupazionali, piano industriale e piena salvaguardia di tutti gli accordi sindacali in essere.
Con riferimento specifico allo stabilimento di Lanciano, abbiamo ribadito con fermezza l’esistenza di un accordo ministeriale che stabilisce un numero minimo di dipendenti (cd. quota 103), accordo che l’azienda non sta attualmente rispettando. Il problema è stato formalmente posto al tavolo ministeriale e, nei prossimi giorni, chiederemo un incontro a livello locale per affrontarlo concretamente.
Sul fronte delle trattative, risulta ancora in corso la trattativa con il Fondo Aurelius che sarebbe l’unica figura al momento interessata. Tuttavia, l’azienda ha ribadito che non sussistono accordi vincolanti, lasciando quindi aperta la porta ad altri potenziali interessamenti.
Abbiamo sottolineato con forza la nostra incomprensione di fronte a questo atteggiamento. Non riusciamo a comprendere perché non venga esercitata pressione su Rheinmetall verso soluzioni alternative e più tutelanti per i lavoratori italiani, considerato che il gruppo tedesco beneficia in Italia di ingenti commesse nel settore della difesa. Questa azienda annuncia grandi piani di assunzione in alcuni territori, mentre in altri scarica i propri dipendenti.
Il prossimo incontro istituzionale si terrà il 4 maggio presso il MIMIT, abbiamo preteso la
presenza diretta di Rheinmetall e la presentazione di un testo scritto di tutela».
La cessione in Italia riguarda due siti produttivi (Livorno e Lanciano) e un sito commerciale (Torino). Dall’incontro è emerso che il processo di vendita non si è concluso entro marzo come previsto, ma la trattativa è ancora in corso con due gruppi finanziari tedeschi (Aurelius Group e Ecco Group). L’auspicio è di chiudere l’operazione entro il mese di settembre, come programmato.
La nota della FIM CISL Nazionale:
«Da parte nostra abbiamo ribadito la richiesta di poter riconvertire le attuali produzioni civili in
produzioni per la difesa, considerato che Rheinmetall è fortemente impegnata in Italia insieme al
gruppo Leonardo in una joint venture per la produzione di carri armati per un fatturato di diverse
decine di miliardi di euro.
Pertanto abbiamo chiesto al ministero e all’azienda di verificare la fattibilità della riconversione dei siti produttivi verso produzioni destinate alla difesa e comunque, in tempi brevi prima di ogni
iniziativa di vendita, bisogna definire un accordo simile a quello firmato in Germania dove la
Rheinmetall fornisce le garanzie occupazionali e produttive per almeno tre anni dalla cessione che
dovranno essere recepite dal futuro acquirente.
Il ministero ha chiuso la riunione chiedendo all’azienda di dare le risposte entro il 28 aprile, data
programmata per il prossimo incontro in sede ministeriale».