Piano di rientro sanità, Abruzzo ancora in difficoltà

Le Regioni in Piano di rientro della sanità, tra le quali anche l’Abruzzo, continuano a mostrare difficoltà strutturali secondo la Corte dei conti

Le Regioni Liguria, Sardegna e Piemonte hanno già concluso i rispettivi Piani di rientro dal deficit della sanità, ancora vigenti invece per altre sette. Secondo la Corte dei conti le regioni italiane che sottostanno al Piano di rientro per la sanità, vale a dire Abruzzo, Molise, Lazio, Puglia, Calabria, Campania e Sicilia, continuano a mostrare difficoltà strutturali nonostante alcuni miglioramenti nei conti.

La Corte dei conti, nella Relazione al Parlamento sulla gestione dei Servizi Sanitari Regionali riferita al triennio 2022-2024, ha affermato che persistono “significative diseguaglianze nell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e un evidente disallineamento Nord-Sud”.

I programmi operativi di riorganizzazione, di riqualificazione, di potenziamento del Servizio sanitario regionale, meglio noti come Piani di rientro, nascono con la Legge finanziaria del 2005 e sono allegati ad accordi stipulati dai Ministri della salute e dell’economia e delle finanze con le singole Regioni.

I Piani devono contenere sia le misure di riequilibrio del profilo erogativo dei Livelli essenziali di assistenza (LEA), per renderle conformi con la programmazione nazionale e con il relativo decreto vigente del Presidente del Consiglio dei Ministri, sia le misure per garantire l’equilibrio di bilancio sanitario.

In caso di mancato raggiungimento degli obiettivi, i Piani di rientro proseguono secondo programmi operativi di durata triennale. Se gli obiettivi restano inadempiuti, il Consiglio dei Ministri avvia la procedura di commissariamento della Regione.