Pescina: “Mitragliatrici invece di idranti”, frase choc dell’assessore

“Mitragliatrici invece di idranti”: frase choc pubblicata sui social dall’assessore comunale di Pescina Guido Verrocchia, che poi ha cercato di correggere il tiro

Dopo il caso di Luigi Felicioni, consigliere comunale di Roseto degli Abruzzi e coordinatore cittadino della Lega, prima delle dimissioni dall’incarico leghista, che aveva pronunciato la frase: «La soluzione giusta ed equilibrata è sparare. Una pallottola cadauno piantata nel cervello ed è soluzione e pulizia», scoppia un nuovo caso politico questa volta a Pescina.

Protagonista è l’assessore comunale Guido Verrocchia che sulla sua pagina social si è soffermato sui cortei di protesta anti-Olimpiadi a Milano.

“Bella figura agli occhi del mondo. Unica soluzione, giunti a questo punto, sostituire gli idranti
dei mezzi antisommossa con mitragliatrici a nastro”. A riferire della frase e delle reazioni che ha suscitato, a Pescina e non solo, è il quotidiano il Centro.

L’assessore, eletto in quota Lega, non sembra voler rivedere la sua posizione. In un secondo post che riprende l’argomento si è limitato a parlare di un termine “un termine un po’ irruento” e ha persino chiesto di cosa si dovesse scusare:

«Negli ultimi tempi abbiamo assistito, stiamo assistendo a fatti molto gravi, di una violenza inaudita, che tendono a reiterarsi sistematicamente ad ogni occasione. Gli scontri violenti accaduti a Torino, Milano, Bologna, ci hanno proposto modelli che nulla hanno a che vedere con la libertà di manifestare il proprio pensiero in maniera democratica.
Durante tali manifestazioni, in tanti hanno superato di gran lunga il limite, calpestando non solo il diritto di chi la pensa diversamente, ma ponendo in essere condotte di gravissimo rilievo penale.
Avverso tali comportamenti, non ho assistito ad alcuna levata di scudi, da parte di taluni ben pensanti, che però oggi, a pochi mesi dal voto per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Pescina, fanno caso ad una mia colorita esternazione che lascia il tempo che trova.
Tra la gravità dei fatti richiamati, che andrebbero fermamente condannati senza sè e senza ma, e la mia esternazione, oggi qualcuno, provando a girare la frittata, vorrebbe demonizzare la mia espressione.
Da uomo delle Istituzioni, concordo che bisogna abbassare i toni ed allo stesso tempo, mi congratulo, con chi non ha perso occasione per strumentalizzare quanto da me affermato.
Riponendo la visuale del problema nella giusta angolazione, torno a ribadire, con un linguaggio più istituzionale che, per me, é doveroso arginare e condannare i veri violenti, quelli che in branco abbiamo visto prendere a calci e a sprangate agenti delle Forze dell’Ordine, dietro quelle divise ci sono padri di famiglia, figli, mariti, fratelli di qualcuno, non robots di acciaio, passati dall’essere offesi con il lancio di uova all’uso di fuochi d’artificio usati come veri e propri bazooka e che quindi, a mio personale parere, avrebbero potuto reagire invocando la legittima difesa.
Scusarmi di cosa?
Io ho invocato, forse si, con un termine un po’ irruento, il ricorrere alla legittima difesa alla vista di un padre di famiglia offeso con mezzi che a mio, ripeto, parere, potrebbero essere letali, qui non si parla più di uova marce, arance o pomodori!!!
Pertanto posso rivedere i termini ma non il concetto.
Inoltre sia ben chiaro che il mio sfogo invocativo è mirato solo ed esclusivamente alla degenerazione offensiva che potrebbe ricevere una difesa in misura pari o proporzionale ad essa e non ho fatto di tutta l’erba un fascio includendo i pacifici manifestanti, men che meno bandiere di partito, quindi mirato ad una manciata di individui che potremmo contare su una mano (fortunatamente).
Concludo dicendo che io sono responsabile del mio concetto e non della libera interpretazione a senso unico di qualcuno o di, addirittura, interpretazioni un pochino forzatelle e strumentali ?!»