C’è voluto qualche giorno per revocare le deleghe all’assessore di Pescina Guido Verrocchia, autore del post sulle “mitragliatrici contro manifestanti violenti”
La frase ha innescato diverse reazioni e dure critiche a causa del palese incitamento all’odio e alla violenza, a nulla è valsa l’autogiustificazione dello stesso assessore, in cui ha parlato di “termine irruento” ma sostanzialmente confermando il contenuto del post.
Questa una parte della prima esternazione su Facebook di Verrocchia:
«Bella figura agli occhi del mondo. Unica soluzione, giunti a questo punto, sostituire gli idranti dei mezzi antisommossa con mitragliatrici a nastro».
E questa la seconda:
«Non ho mai sostenuto né giustificato la violenza, ma inneggiato alla legittima difesa e alla vicinanza nei confronti delle forze dell’ordine, due antipodi. Poi, il travisamento della libera o condizionata interpretazione è altra cosa per cui non posso sentirmi il responsabile. Le deleghe sono, per loro natura, espressione della fiducia del sindaco, il quale ne possiede il pieno potere di revocarle in qualsiasi momento. Consapevole di questa prerogativa, resto a disposizione per ogni valutazione che riterrà opportuna».
E la valutazione opportuna alla fine è arrivata: il sindaco di Pescina Mirko Zauri, eletto con Fratelli d’Italia, ha ritirato le deleghe all’assessore Verrocchia, eletto in quota Lega e delegato alla Sicurezza, al Patrimonio e alla frazione di Venere. Per il primo cittadino è “venuto meno il rapporto fiduciario e collaborativo” nei confronti di Verrocchia.
In conclusione, l’ormai ex assessore lascia la sedia della Giunta che gli era stata riservata dal sindaco per accomodarsi su quella del Consiglio comunale, luogo in cui è stato eletto e non nominato.