Pescina: dopo post sulle mitragliatrici revocate deleghe ad assessore

C’è voluto qualche giorno per revocare le deleghe all’assessore di Pescina Guido Verrocchia, autore del post sulle “mitragliatrici contro manifestanti violenti”

La frase ha innescato diverse reazioni e dure critiche a causa del palese incitamento all’odio e alla violenza, a nulla è valsa l’autogiustificazione dello stesso assessore, in cui ha parlato di “termine irruento” ma sostanzialmente confermando il contenuto del post.

Questa una parte della prima esternazione su Facebook di Verrocchia:

«Bella figura agli occhi del mondo. Unica soluzione, giunti a questo punto, sostituire gli idranti dei mezzi antisommossa con mitragliatrici a nastro».

E questa la seconda:

«Scusarmi di cosa? Io ho invocato, forse si, con un termine un po’ irruento, il ricorrere alla legittima difesa alla vista di un padre di famiglia offeso con mezzi che a mio, ripeto, parere, potrebbero essere letali, qui non si parla più di uova marce, arance o pomodori!!!
Pertanto posso rivedere i termini ma non il concetto. Inoltre sia ben chiaro che il mio sfogo invocativo è mirato solo ed esclusivamente alla degenerazione offensiva che potrebbe ricevere una difesa in misura pari o proporzionale ad essa e non ho fatto di tutta l’erba un fascio includendo i pacifici manifestanti, men che meno bandiere di partito, quindi mirato ad una manciata di individui che potremmo contare su una mano (fortunatamente). Concludo dicendo che io sono responsabile del mio concetto e non della libera interpretazione a senso unico di qualcuno o di, addirittura, interpretazioni un pochino forzatelle e strumentali ?!».
Successivamente, alla minaccia del sindaco Zauri, il quale ha detto che avrebbe rassegnato le dimissioni se non si fosse ristabilito l’ordine interno alla maggioranza, Verrocchia ha corretto la traiettoria tirando in ballo la legittima difesa:

«Non ho mai sostenuto né giustificato la violenza, ma inneggiato alla legittima difesa e alla vicinanza nei confronti delle forze dell’ordine, due antipodi. Poi, il travisamento della libera o condizionata interpretazione è altra cosa per cui non posso sentirmi il responsabile. Le deleghe sono, per loro natura, espressione della fiducia del sindaco, il quale ne possiede il pieno potere di revocarle in qualsiasi momento. Consapevole di questa prerogativa, resto a disposizione per ogni valutazione che riterrà opportuna».

E la valutazione opportuna alla fine è arrivata: il sindaco di Pescina Mirko Zauri, eletto con Fratelli d’Italia, ha ritirato le deleghe all’assessore Verrocchia, eletto in quota Lega e delegato alla Sicurezza, al Patrimonio e alla frazione di Venere. Per il primo cittadino è “venuto meno il rapporto fiduciario e collaborativo” nei confronti di Verrocchia.

In conclusione, l’ormai ex assessore lascia la sedia della Giunta che gli era stata riservata dal sindaco per accomodarsi su quella del Consiglio comunale, luogo in cui è stato eletto e non nominato.

Marina Moretti: