Inchiesta Asl di Pescara: accolto il riesame per Graziano Canonico

Accolto il riesame per Graziano Canonico: rimesso in libertà dopo l’arresto del scorso nell’ambito di un’inchiesta sulla Asl di Pescara. Canonico era il factotum, autista, portaborse di Marinelli

Lo ha stabilito il Tribunale del Riesame dell’Aquila; la richiesta di riesame dell’ordinanza del Gip di applicazione dei domiciliari era stata avanzata dagli avvocati difensori di Canonico, Sara D’Incecco ed Ernesto Torino Rodriguez.

E’ il 14 giugno quando Vincenzo Marinelli viene arrestato dalla squadra Mobile di Pescara con il suo collaboratore Graziano Canonico a Grottammare (Ascoli Piceno) dove si trovava come accompagnatore della nazionale di calcio Under 21. L’imprenditore della sanità, ed ex presidente del Pescara Calcio, risulta tra i cinque destinatari delle misure cautelari agli arresti domiciliari, in relazione alla prima tranche della complessa inchiesta sulle attività dello stesso imprenditore.
Dopo la terza proroga delle indagini, oltre al “bicentenario”, come spesso viene indicato nelle intercettazioni l’86enne Marinelli, ci sono due funzionari della Asl e un imprenditore della sanità. Si tratta della dirigente della Asl di Pescara, ex responsabile dei servizi di approvvigionamento, Tiziana Petrella, insieme al suo stretto collaboratore Antonio Verna e infine Fabio Tonelli, amministratore della Bioinnova di Lanciano, in relazione a una gara per la fornitura di mascherine (peraltro non conformi alle norme) durante la fase più critica della pandemia da Covid.
Per loro il pm Andrea Di Giovanni aveva chiesto gli arresti in carcere, mentre per Silvia Marinelli, amministratrice della Marifarma e figlia di Vincenzo, e per il contabile di Marinelli, Pasquale Sentenza, erano stati chiesti i domiciliari, ma il gip Antonella Di Carlo, ha ritenuto adeguata la misura dei domiciliari solo per i cinque, escludendo Silvia Marinelli e Sentenza perché entrambi ritenuti meri esecutori delle volontà di Vincenzo Marinelli, come padre e come datore di lavoro.

GLI ALTRI INDAGATI
Ma l’inchiesta sugli appalti pilotati per favorire l’imprenditore pescarese conta altri undici indagati, fra cui l’attuale presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, al quale la procura contesta il reato di turbata libertà degli incanti (così come contestato a tutti gli altri indagati); l’ex sottosegretario alla giustizia Federica Chiavaroli, accusata di «aver fatto pressioni, compulsata da Marinelli, su Giancarlo Di Iorio, primario del laboratorio analisi.

LA CORRUZIONE
L’altro reato contestato dalla procura a Marinelli, Canonico, Sentenza, Petrella e Verna, è quello di corruzione in relazione appunto alle strategie attuate, in particolare da Petrella