Pescara, via Tavo 229 fortino della droga

Domenico Pettinari, Massimiliano Di Pillo e Giovanni D’Andrea rispettivamente presidente e consiglieri comunali del movimento politico “Pettinari per l’Abruzzo”, questa mattina hanno tenuto una conferenza stampa a Pescara in Via Tavo 229 in quello che ormai è definito il più imponente fortino della droga all’interno di un edificio popolare

Assieme ai consiglieri comunali anche la residente Francine Diane che ha reso una testimonianza shock alla stampa presente sull’inferno in cui è costretta quotidianamente a vivere. Di seguito la dichiarazione di Pettinari, Di Pillo e D’Andrea.

“La situazione che da troppo tempo si consuma a Pescara, presso lo stabile ATER sito in Via Tavo 229, nel cosiddetto “Ferruccio”, ha ormai superato ogni limite di tollerabilità civile e istituzionale. Da oltre quindici anni, cittadini onesti, legittimi assegnatari di alloggi popolari, sono costretti a convivere con una realtà inaccettabile: un flusso continuo, giorno e notte, di centinaia di acquirenti che accedono indisturbati all’edificio per acquistare droga. Un vero e proprio fortino dello spaccio, radicato e strutturato, che mortifica la dignità di chi paga regolarmente un affitto e chiede soltanto di vivere in sicurezza. All’interno dello stabile, al quarto piano, è attiva una vera e propria “centrale della droga”, un appartamento trasformato in bottega dello spaccio, operativa alla luce del sole e sotto gli occhi di tutti. Una situazione intollerabile soprattutto se si considera che, mentre questo scempio continua, centinaia di famiglie perbene attendono da oltre dieci anni una casa popolare in graduatoria. In queste aree, le abitazioni pubbliche vengono sistematicamente sottratte alla loro funzione sociale e utilizzate da organizzazioni criminali come basi operative per vendere morte. Nel caso specifico, siamo di fronte a un’organizzazione collaudata e verticistica: al quarto piano operano gli “spacciatori”, mentre al piano terra stazionano vedette e sentinelle incaricate di segnalare l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine, consentendo ai pusher di disfarsi rapidamente dello stupefacente. Nonostante i recenti arresti che hanno colpito alcuni degli esecutori materiali dello spaccio e che abbiamo comunque apprezzato, l’attività criminale non si è mai fermata. Il motivo è evidente: i vertici dell’organizzazione sostituiscono sistematicamente gli arrestati, garantendo continuità al traffico illecito. Nel frattempo, i residenti onesti subiscono quotidianamente soprusi, minacce e violenze. Chi ha avuto il coraggio di collaborare con le forze dell’ordine è stato intimidito con atti gravissimi: citofoni bruciati, coperte incendiate, gomme delle auto squarciate, aggressioni e atti vandalici con sostanze corrosive. Un clima di terrore che mira a imporre il silenzio e l’omertà. A ciò si aggiunge l’occupazione abusiva degli spazi comuni, sottratti ai legittimi residenti, e i continui allacci illegali alle utenze elettriche e idriche, che aggravano ulteriormente il degrado e il senso di abbandono. La nostra proposta è chiara e non più rinviabile. Il Comune deve procedere immediatamente all’emissione dell’avviso di decadenza dell’alloggio utilizzato per lo spaccio di droga e darvi esecuzione senza ulteriori ritardi. Non è più comprensibile né accettabile che, dopo decenni di segnalazioni da parte dei cittadini, nulla si sia mosso su questo fronte. Apprendiamo che solo oggi, timidamente, sembrerebbe avviarsi una procedura di decadenza: ma con i tempi della burocrazia, se la politica comunale non interverrà con decisione, il rischio concreto è quello di dover attendere ancora anni. Questo è inaccettabile. È intollerabile continuare a chiedere sacrifici e pazienza a cittadini onesti che ogni giorno subiscono illegalità, violenze e sopraffazioni dentro casa propria. Ricordiamo inoltre che, proprio davanti a questo stabile, alcuni mesi fa siamo stati anche noi vittime di un’aggressione da parte di soggetti che non tolleravano la nostra presenza e le nostre battaglie per il ripristino della legalità. Un episodio grave che dimostra quanto sia radicato e arrogante il sistema criminale che si è impossessato di questi spazi pubblici. Questa non è più soltanto una questione di ordine pubblico: è una ferita aperta alla legalità, alla giustizia sociale e al diritto alla casa. È inaccettabile che lo Stato consenta che immobili pubblici diventino roccaforti della criminalità organizzata mentre cittadini onesti attendono per anni un alloggio dignitoso. Chiediamo con forza un intervento immediato, strutturale e definitivo da parte delle istituzioni competenti: sgomberi, controlli continui, presidio costante del territorio e restituzione degli immobili alla loro funzione originaria. La pazienza è finita. I cittadini perbene non possono più essere lasciati soli”.

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.