Per far fronte alle crescenti minacce ibride, ovvero un insieme di azioni coordinate, messe in atto da attori statali e non per destabilizzare uno stato o una istituzione, il nostro Paese sta ridisegnando la propria architettura di sicurezza
Di questo ed altro si è parlato venerdì scorso a Pescara nell’ambito del convegno dal titolo Sine Cura – I Perché della Sicurezza. E’ stata un’occasione per aprire una riflessione approfondita sulla necessità di garantire l’impiego di quelle risorse, attività e strumenti che oggi possono garantire un incremento decisivo della percezione di sicurezza tra i cittadini, soprattutto alla luce degli accadimenti mondiali che ogni giorno facilitano l’insorgere di preoccupazioni tra i cittadini. Ad aprire il convegno il parlamentare Luciano D’Alfonso, Presidente emerito della regione Abruzzo. Particolare attenzione è stata riservata all’intervento di Marco Mancini, già responsabile del controspionaggio italiano. Tra i relatori Marco Santarelli, Analista investigativo su reti informative e sicurezza internazionale; Arturo Di Corinto, giornalista e docente universitario, consigliere dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale; Salvatore Santangelo, Giornalista e saggista. L’incontro è stato moderato dalla giornalista Paola Peluso.