Pescara: sala comunale gremita per Elly Schlein

Piena in ogni minimo spazio disponibile la sala del Consiglio comunale di Pescara per la segretaria del PD Elly Schlein

Accolta dal segretario regionale del Partito Democratico Daniele Marinelli, la Schlein ha salutato le tante persone arrivate per ascoltare le sue parole. Sul palco anche la segretaria provinciale del PD di Pescara Carmen Ranalli e i due portavoce dei Comitati per il No Federica Marinucci e Sergio Della Rocca.

«È un piacere tornare a Pescara. Siamo molto affezionati a questa terra, l’Abruzzo. È un piacere tornarci per far partire il nostro tour per spiegare le ragioni del No al referendum del 22 e 23 marzo, ma la ragione per cui partiamo da Pescara è anche tornare a dare un abbraccio a Carlo Costantini e un supporto al Partito Democratico perché tra poche settimane i cittadini e le cittadine potranno tornare a votare e noi sosteniamo fortemente Carlo in questa sfida
importante per il futuro della città» ha detto la segretaria del PD arrivando a Pescara, dove l’8 e il 9 marzo ci saranno le elezioni parziali per effetto della sentenza del Consiglio di Stato».

La Schlein è a Pescara per la partenza della campagna referendaria del PD, ma anche per sostenere Carlo Costantini (con lei nella foto a lato), il candidato del centrosinistra alle comunali bis di marzo.

«La riforma è sbagliata e non risolve i problemi della giustizia in questo paese, serve solo al Governo per operare un controllo sulla Magistratura. Il governo pensa che chi prende un voto in più alle elezioni non debba poi essere giudicato come invece accade a tutti i cittadini. È un referendum costituzionale quindi non c’è quorum, basta un voto in più: ecco perché mi appello alla mobilitazione collettiva. Questa non è una riforma della giustizia: non rende i processi più veloci, non assume il personale che manca, non stabilizza i 12mila precari della giustizia, non affronta il sovraffollamento carcerario arrivato al 138,5 per cento, né il drammatico aumento dei suicidi tra detenuti e agenti di polizia penitenziaria. Lo ha ammesso lo stesso ministro Nordio: non interviene su nessuno dei nodi reali del sistema. Non separa le carriere, ma divide le magistrature, indebolisce il CSM e l’autogoverno della magistratura, introducendo il sorteggio e aumentando il rischio di condizionamenti. È una riforma di potere, che non serve agli italiani ma a chi governa, perché mira a ridurre i controlli, a limitare i pesi e contrappesi della Costituzione e a far passare l’idea pericolosa che chi ha vinto le elezioni sia al di sopra della legge. Questa riforma non riguarda i magistrati, riguarda i diritti dei cittadini, soprattutto di chi non ha potere né soldi per difendersi. Per questo è fondamentale vincere il No: se pensi che i giudici debbano obbedire a chi governa voti Sì, se pensi che anche chi governa debba rispettare la legge come ogni cittadina e cittadino voti No.  Da qui parte una battaglia democratica che attraverserà tutto il Paese, per difendere la Costituzione, l’indipendenza della magistratura e l’idea che la democrazia non sia un assegno in bianco, ma un equilibrio di poteri a tutela delle libertà di tutte e di tutti».

La segretaria del Pd ha risposto ai cronisti a proposito delle polemiche relative al video pubblicato sui social del partito in cui si invita a votare No al referendum mostrando un’adunata fascista con la scritta: “Loro votano sì. Ricordagli che la Costituzione è antifascista”.

«Fa discutere il fatto che Casapound abbia detto in una nota che voterà ‘sì’ al referendum e ha avviato una campagna con linguaggio violento dicendo ‘Falli piangere, vota sì’. Quindi noi abbiamo semplicemente ripreso un fatto oggettivo, una notizia che Casapound ha dato ieri con un comunicato stampa» ha detto Elly Schlein.