Domenico Pettinari Presidente dell’omonimo Movimento politico è intervenuto stamani a Pescara per denunciare il grave stato in cui versa via Imele divenuta a suo dire, simbolo del fallimento delle istituzioni. “Una bomba sociale nel cuore di Pescara che richiede interventi straordinari immediati”
Questa mattina Domenico Pettinari, Massimiliano Di Pillo e Giovanni D’Andrea – rispettivamente presidente e consiglieri comunali del Movimento Politico “Pettinari per l’Abruzzo” hanno tenuto una conferenza stampa con i cittadini in Via Imele a Pescara . Alla conferenza stampa ha partecipato anche Francine Gillinsen la donna coraggio che da tempo combatte con noi il malaffare e da oggi portavoce di tante donne e mamme di Rancitelli che si riconoscono in lei. Via Imele è oggi il simbolo più drammatico dell’emergenza sicurezza, del degrado urbano e dell’abbandono istituzionale che affliggono la città di Pescara. Non stiamo parlando di semplici episodi di microcriminalità o di qualche sporadico problema di ordine pubblico. Stiamo parlando di una situazione gravissima che da anni esaspera decine di famiglie costrette a vivere in condizioni che non possono essere considerate degne di una città civile. Questa strada è diventata uno dei luoghi più problematici dell’intero territorio cittadino, un punto che richiama quotidianamente persone provenienti non solo da Pescara ma anche da numerosi comuni della provincia e dell’intera regione Abruzzo. Via Imele è ormai conosciuta ovunque come una delle principali piazze dello spaccio della città e rappresenta un’emergenza che nessuno può più permettersi di ignorare. Le famiglie che vivono in questa zona sono stanche, esasperate e abbandonate. Ogni giorno devono convivere con scene che generano paura, tensione e un profondo senso di insicurezza. Davanti alle abitazioni private si formano frequentemente gruppi numerosi di persone che stazionano per ore lungo la strada, spesso in evidente stato di alterazione. Urla, schiamazzi, liti, comportamenti aggressivi e atteggiamenti molesti sono diventati una presenza costante che accompagna la vita quotidiana dei residenti dalla mattina fino a tarda notte. Chi vive in Via Imele non riesce più a godere della tranquillità che dovrebbe essere garantita all’interno della propria abitazione. Molti residenti non riescono a riposare, altri evitano di uscire di casa nelle ore serali, mentre anziani e famiglie con bambini convivono quotidianamente con la paura e con la sensazione di essere stati completamente dimenticati dalle istituzioni. A rendere ancora più grave il quadro c’è una situazione di degrado urbano ormai fuori controllo. Cumuli di rifiuti vengono continuamente abbandonati lungo la strada, creando condizioni indecorose e ostacolando perfino la normale circolazione dei veicoli. In alcuni tratti la presenza di immondizia e materiali accatastati compromette la viabilità e restituisce l’immagine di una zona completamente lasciata a se stessa. Tutto questo accade in una strada composta prevalentemente da abitazioni private, dove decine di famiglie perbene hanno investito i propri risparmi per costruire una vita dignitosa e oggi si trovano invece a vivere in una situazione che assomiglia sempre più a una vera e propria emergenza permanente. Non bisogna inoltre dimenticare che Via Imele è già entrata nella storia giudiziaria dell’Abruzzo. Proprio in questa zona si concluse un’importante operazione antimafia che portò per la prima volta all’attenzione nazionale il tema delle infiltrazioni criminali organizzate nel territorio pescarese. Un precedente che avrebbe dovuto imporre alle istituzioni il massimo livello di attenzione e vigilanza e che invece sembra essere stato dimenticato. A tutto questo si aggiungono fenomeni di gravissimo disagio sociale che si manifestano quotidianamente sotto gli occhi dei residenti. Situazioni che testimoniano come l’area sia diventata il punto di incontro di marginalità, dipendenze, degrado e illegalità, con conseguenze devastanti per chi continua a vivere e lavorare onestamente in questo quartiere. Di fronte a questo scenario non sono più sufficienti dichiarazioni di circostanza, promesse o annunci. È arrivato il momento di adottare misure straordinarie. Chiediamo al Sindaco di Pescara, al Prefetto, al Questore e al Ministero dell’Interno l’immediata attivazione di un Piano Straordinario di Sicurezza per Via Imele.
Il primo intervento deve riguardare l’installazione di un sistema di videosorveglianza moderno ed efficace, dotato di telecamere ad alta definizione in grado di monitorare costantemente tutti i principali punti di accesso della strada e delle aree limitrofe. Tuttavia le telecamere, da sole, non bastano. Le telecamere registrano ciò che accade ma non restituiscono sicurezza ai cittadini. Per questo è necessario attivare un presidio permanente del territorio attraverso un pattugliamento dinamico ventiquattro ore su ventiquattro. Via Imele deve diventare una priorità assoluta per tutte le forze dell’ordine. Servono controlli continui, posti di controllo mobili, verifiche costanti e una presenza operativa quotidiana capace di impedire che questa zona continui ad essere percepita come una terra senza regole. Chiediamo inoltre che il Ministero dell’Interno disponga l’estensione dell’Operazione Strade Sicure anche a questa parte della città, prevedendo l’impiego di pattuglie miste composte da personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia, come già avviene in numerose realtà italiane caratterizzate da particolari criticità sul piano della sicurezza urbana. È necessario istituire pattuglioni misti appiedati che presidino costantemente l’area, effettuando ronde e controlli permanenti durante tutto l’arco della giornata. La presenza visibile dello Stato rappresenta oggi l’unico strumento in grado di restituire fiducia ai residenti e di contrastare efficacemente il degrado che ha soffocato questa parte della città. Parallelamente alle misure di sicurezza devono essere attivati interventi straordinari di bonifica e decoro urbano. Occorre garantire la rimozione immediata dei rifiuti, intensificare la pulizia delle strade, effettuare verifiche sugli immobili interessati da situazioni di degrado e rafforzare tutte le attività amministrative necessarie per ripristinare condizioni minime di legalità e vivibilità. La sicurezza non è soltanto repressione. La sicurezza significa presenza dello Stato, tutela delle famiglie, difesa del diritto al riposo, alla serenità e alla libertà di vivere il proprio quartiere senza paura. Le famiglie che abitano in Via Imele non sono cittadini di serie B. Pagano le tasse, rispettano le regole e hanno diritto a vivere in condizioni di sicurezza e dignità. Non possono continuare ad essere lasciate sole mentre il degrado e l’illegalità avanzano ogni giorno di più. Noi continueremo a denunciare con forza questa situazione in tutte le sedi istituzionali fino a quando non verranno adottati provvedimenti concreti e immediatamente visibili. Non accetteremo ulteriori rinvii, non accetteremo giustificazioni e non accetteremo il silenzio di chi ha il dovere di intervenire. Via Imele deve tornare ad essere una strada della città e non il simbolo del suo abbandono. Lo Stato deve riprendersi questo territorio. Deve farlo adesso, con determinazione, con coraggio e con tutti gli strumenti necessari per restituire sicurezza, legalità e dignità ai cittadini onesti che da troppo tempo attendono risposte.