Pescara: palma negata ad anziani, la replica del gestore

Dopo la vicenda della palma in prima fila negata a una coppia di anziani, arriva la replica del gestore dello stabilimento balneare di Pescara

Pagare non basta: se si ha la palma in prima fila e la si vuole conservare, è meglio frequentarla. Sono nate diverse polemiche in merito alla vicenda del presunto diniego ad una coppia di anziani che avrebbe voluto riservare la palma frequentata da anni in uno stabilimento della riviera pescarese. Un fatto non isolato peraltro, si ha notizia di casi analoghi anche in altri lidi pescaresi. Oggi parla Alessio Carrozza, uno dei titolari della Croce del Sud, ricostruisce la vicenda adducendo come motivazione la scarsa frequentazione della palma in prima fila da parte della coppia.

«Da parte della proprietà non vi è stata alcuna forma di discriminazione nei confronti dei signori ai quali non è stata riconfermata la palma in prima fila, né per età né per motivi economici. Il nostro stabilimento balneare accoglie una clientela eterogenea e copre la gran parte delle generazioni, mantenendo un rapporto consolidato con numerosi clienti storici.

La scorsa settimana abbiamo detto ai signori G. che entro la giornata di domenica avremmo ricevuto tutte le conferme per la stagione alle porte e che successivamente avremmo disposto il nuovo piano spiaggia. Nella giornata di martedì abbiamo contattato telefonicamente i signori G. per comunicare loro la disponibilità di una palma in quarta fila (che non hanno accettato), e non più in prima, per una semplice motivazione di utilizzo dato che, come hanno dichiarato loro stessi, i signori amano vivere il mare poche ore al giorno.

Ai signori interessati dalla vicenda non é stata posta alcuna limitazione nell’accesso ai servizi. La scelta deriva da quanto osservato nella scorsa stagione, dove anche nei momenti di maggiore affluenza, come per esempio nel mese di agosto, l’area della prima fila risultava parzialmente vuota, con un impatto negativo sull’immagine complessiva dello stabilimento. Si comprende il dispiacere manifestato e si riconosce che le modalità comunicative avrebbero potuto essere più attente. Si ribadisce, tuttavia, che si è trattato esclusivamente di una scelta organizzativa, senza alcuna volontà di escludere o discriminare».

(Foto di repertorio)

Marina Moretti: