A metà anni ’70 l’Italia viveva una stagione di profonde trasformazioni sociali e culturali: la riforma Rai del 1975 ridisegnò la televisione pubblica, rendendola più pluralista e democratica. Se ne è parlato a Pescara
Come è cambiata l’azienda televisiva in questi decenni? Che ruolo può avere oggi il servizio pubblico in un panorama mediatico completamente trasformato? Questi i temi al centro dell’evento organizzato dalla Fondazione Abruzzo Riforme.
Ieri a Pescara nella sala Favetta col titolo “La televisione nel Paese che cambia. A cinquant’anni dalla riforma Rai” con protagonisti due ospiti d’eccezione: l’ex presidente della tv pubblica, Roberto Zaccaria, e l’attrice Monica Guerritore. Con ruoli diversi, sono stati entrambi protagonisti di quegli anni: il primo, professore di diritto costituzionale, è stato presidente della Rai dal 1998 al 2002, segnando con il consiglio di amministrazione dell’epoca una vera e propria svolta nella vita della tv pubblica, lo sviluppo di programmi di grande successo sia nel campo dell’informazione che della fiction; la seconda, attrice e regista (è appena uscito nelle sale il suo film “Anna” dedicato alla grande Anna Magnani) nel 1977 esordì giovanissima sempre sulle reti Rai con “Manon Lescaut”, il primo sceneggiato a colori della televisione pubblica.