Pescara: la giunta a due del sindaco Carlo Masci

A parte la neo assessora Gianna Camplone, il sindaco Masci ha dichiarato che fino all’8 aprile non ci saranno altre nomine. Per il M5S è una scelta inopportuna

Appena riconfermato dalle elezioni suppletive, Carlo Masci ha deciso di tenere donne, uomini e partiti in sospeso fino a dopo le feste pasquali. Per ora quella di Pescara è una giunta a due: lo stesso Masci e la neo assessora esterna Gianna Camplone, presidente dell’associazione “Diversuguali” e ora vicesindaco.

«Fino al Consiglio dell’8 aprile non nominerò nessuno. Per me l’importante è che quando quel giorno partirà la terza consiliatura, Gianna sarà accanto a me come vice sindaco. I consiglieri sono eletti dai cittadini per fare i consiglieri ed è giusto che il primo consiglio che si riunisce sia quello eletto dai cittadini. Dunque fino all’8 aprile non ci saranno nomine. Tutti gli eletti parteciperanno come consiglieri. Un passaggio che ritengo irrinunciabile in questo momento storico».

Una scelta inopportuna secondo il Movimento 5 Stelle, pronto a rivolgersi al Prefetto:

«Il sindaco Carlo Masci ha annunciato che non procederà ad ulteriori nomine di assessori fino al primo Consiglio Comunale fissato per l’8 aprile, lasciando di fatto il Comune di Pescara con una Giunta composta esclusivamente da se stesso e da un solo assessore. Una configurazione che, per le prossime settimane, riduce l’organo esecutivo dell’ente a due soli componenti, rinviando la definizione completa della squadra di governo a una fase successiva. Una scelta che apre interrogativi non solo sul piano politico, ma anche su quello istituzionale, in relazione alla natura stessa della Giunta quale organo collegiale chiamato ad assumere decisioni fondamentali per l’amministrazione della città.

Siamo di fronte a una scelta inopportuna, legata a meri calcoli politici, che mette in dubbio la natura stessa della Giunta – dichiara il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Paolo Sola – perché un organo collegiale composto da due soli membri, nei fatti, perde gran parte del suo significato e, potenzialmente, della sua operatività. Anche se il TUEL (Testo Unico degli Enti Locali) non indica un numero minimo di componenti di una Giunta Comunale – spiega Sola – sottolinea la natura collegiale di questo organo. Ma che tipo di collegialità è quella di un organo composto da due sole persone? Quale confronto, quale pluralità di visione, quale equilibrio nelle decisioni può essere realmente garantito?.

Nel vigente Statuto comunale, inoltre, la Giunta esercita le proprie funzioni in forma collegiale e le sedute sono valide solo con la presenza della maggioranza dei componenti. In una configurazione composta dal Sindaco e da un solo assessore, ogni decisione richiede necessariamente la presenza di entrambi. Sul piano operativo, quindi, la struttura così ridotta espone l’ente a una fragilità evidente, considerando che ogni deliberazione richiede la presenza contemporanea di entrambi i componenti. Tradotto in termini concreti, basta un’assenza, anche temporanea, per bloccare completamente l’attività della Giunta. È una condizione che espone il Comune a un rischio di paralisi amministrativa difficilmente giustificabile, soprattutto in una fase delicata come questa».

A ciò si aggiunge quanto previsto sempre dallo Statuto comunale, che impone al Sindaco, in caso di cessazione o vacanza degli assessori, di procedere alla loro sostituzione entro 30 giorni. Per questo riteniamo necessario fare piena chiarezza, perché qui non siamo di fronte a una semplice fase di transizione, ma a una scelta precisa che incide potenzialmente sul funzionamento dell’ente. Nelle prossime ore investiremo della questione anche il Prefetto per verificare la legittimità e la sostenibilità di questa situazione. Pescara non può essere amministrata con una Giunta che, nei fatti, rinuncia alla propria collegialità, né utilizzare la nomina degli assessori come grimaldello o arma di ricatto nelle beghe tra i partiti di maggioranza».