Pescara: in spiaggia a Pasquetta tra mare e rifiuti
Il pescarese è così, al primo sole obbedisce ad un richiamo connaturato e irresistibile: va al mare, non importa cosa trovi sulla spiaggia affollata di Pasquetta
Tanto più se in un giorno come questo colline e montagne sono cariche di fumi e di braci, oltreché di gitanti.
Anche la spiaggia è affollata, ma almeno se volgi lo sguardo lato mare l’orizzonte lo vedi: libero, sgombro, lucente. E puoi pure osare il primo bagno di stagione.
Si fa fatica a pensare che solo pochi giorni fa era in tempesta, procelloso e arrabbiatissimo. Eppure dimenticarlo è impossibile: il promemoria è la devastazione che affligge tutto l’arenile, tronchi, rami, alberi interi e fanghiglia marrone hanno preso il presto della sabbia.
Ma sarebbe ancora nulla se a tutto questo non si aggiungesse una marea di roba che di naturale non ha nulla ed è composta da un solo materiale. La chiamiamo plastica, noi la diamo al mare e il mare ce la restituisce con gli interessi. Un “dono” che dovrebbe servire da specchio riflesso e insegnarci qualcosa, ma in molti si girano dall’altra parte e manco la vedono. Eppure dovremmo pensarci ogni volta che gettiamo in natura una bottiglia, un piatto, una ciabatta o qualsiasi altra cosa che non si degradi da sola. Lì rimane, ma anche se si sposta di chilometri finirà sempre davanti a gli occhi di un essere umano al quale dovrebbe ricordare che incoscienti siamo.
Allora magari persino una spiaggia in questo stato può servire a qualcosa: se anche una sola persona, vedendo la scena dal vivo o osservando queste fotografie, la smettesse di offrire il proprio contributo alla morte della Terra sarebbe già un successo. E magari anche se la piantassimo di aprire ombrelloni di rafia, nuovo flagello del mare.
Se poi volessimo esagerare, potremmo parlare di disastri annunciati, visto che la caratteristica principale del cambiamento climatico non è, come a qualcuno piace ancora credere, l’assenza di piogge, quanto piuttosto la crescita esponenziale di fenomeni meteorologici estremi.