Alloggi pubblici: il TAR di Pescara condanna il Comune e riconosce l’assegnazione di una casa popolare a cittadina invalida al 100%
Il TAR di Pescara ha accertato l’illegittimità della condotta del Comune di Pescara che aveva rigettato l’istanza di assegnazione in sanatoria di un alloggio pubblico presentata da una cittadina, difesa dall’avvocato Marco Savini.
La ricorrente, invalida al 100% e in possesso di tutti i requisiti oggettivi e soggettivi previsti dalla normativa regionale in materia di edilizia residenziale pubblica, assistita dal S.U.N.I.A. Abruzzo-Molise, aveva chiesto l’assegnazione dell’alloggio nel quale viveva da anni insieme alla figlia, anch’ella invalida al 100%. Nonostante ciò, il Comune di Pescara aveva rigettato la domanda, intimando l’immediato rilascio dell’immobile e ignorando le diffide legali che segnalavano l’erroneità della valutazione effettuata.
A fronte del diniego, la donna, patrocinata dall’avvocato Savini, ha proposto ricorso al T.A.R. di Pescara, che in un primo momento ha sospeso l’efficacia esecutiva del provvedimento di rilascio e successivamente, con la sentenza n. 19/2026, ha accolto integralmente il ricorso, annullando il rigetto dell’istanza di assegnazione in sanatoria e condannando il Comune di Pescara al pagamento delle spese di lite.
«Una vicenda che andava avanti da troppi anni ma che si è conclusa positivamente per l’assegnataria» commenta l’avvocato Marco Savini. «Il T.A.R. ha integralmente accolto il ricorso presentato, anche se lascia l’amaro in bocca il fatto che una cittadina abbia dovuto adire l’autorità giudiziaria per ottenere l’assegnazione della casa, nonostante il suo diritto emergesse chiaramente dagli atti già in possesso del Comune di Pescara. Il Tribunale ha però messo il punto finale a una vicenda protrattasi per anni, nonostante le numerose rivendicazioni della mia assistita e del S.U.N.I.A. Abruzzo Molise, tutte rigettate dall’Ente».
Sulla vicenda interviene anche Francesco Carrella, del SUNIA Abruzzo Molise, che esprime «grande soddisfazione per la vittoria ottenuta. È il risultato di un percorso durato due anni, portato avanti con determinazione insieme alla nostra assistita, attraverso il nostro sportello sindacale di Pescara e con il supporto dell’avvocato Marco Savini. Abbiamo creduto fino all’ultimo nella necessità di insistere su questo caso, consapevoli di essere nel giusto: il T.A.R. ce lo ha confermato. Questa vicenda riafferma un principio per noi fondamentale: il diritto all’abitare è un diritto essenziale che deve essere garantito a tutte e a tutti. Oggi, tuttavia, il problema dell’abitare rappresenta un tema centrale che è ormai uscito dal dibattito del Governo centrale e delle amministrazioni locali, troppo spesso sorde alle richieste degli assegnatari, a fronte di un’emergenza abitativa ormai dilagante».
