Pescara: il porto è ancora più insabbiato, bloccata la pesca

Il porto di Pescara vive l’ennesima emergenza insabbiamento: pesca bloccata dalle ultime piogge, impossibile l’uscita delle barche. Il sindaco Masci scrive un’accorata lettera, di richiesta di aiuti, a ministri ed enti competenti

Il presidente dell’associazione professionale di pesca Mimmo Grosso, Doriano Camplone, denuncia la difficilissima situazione del porto di Pescara. L’insabbiamento cronico è stato ulteriormente aggravato dalle ultime precipitazioni e dalla conseguente piena del fiume. Fanghi e sabbie hanno superato abbondantemente il livello di guardia.

«I motopescherecci della marineria pescarese sono costretti a rimanere agli ormeggi a causa dell’ insabbiamento dell’uscita/entrata del porto. Filiera ittica locale bloccata a causa dei problemi strutturali del porto» spiega Doriano Camplone.

La marineria di Pescara è esasperata. Le barche rischiano di rimanere in secca. I pescatori vogliono conoscere lo stato reale dei fondali e lanciano un appello alle istituzioni affinché non si fermi tutta la filiera ittica. La capitaneria ha delegato ai comandanti dei motopescherecci la responsabilità di uscire o meno.

 

 

 

Il sindaco di Pescara, Carlo Masci, ha inviato stamani una lettera al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, al Ministero dell’Interno, al Presidente della Regione Abruzzo, al Presidente del Consiglio Regionale, alla Direzione Marittima di Pescara, all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale e, per conoscenza, al Prefetto di Pescara e alle associazioni “Il Maestrale” e “Mimmo Grosso”, per richiedere l’attivazione di un tavolo di crisi  per il porto di Pescara, la dichiarazione dello stato di calamità e sollecitare interventi di somma urgenza a seguito degli eventi meteorologici avversi.
Ecco il testo integrale della lettera: “L’ondata di eccezionale maltempo dei giorni scorsi, che ha colpito duramente l’intero territorio cittadino, ha determinato una situazione di estrema criticità per il porto di Pescara e per l’intero comparto marittimo. A subire le conseguenze di questa paralisi è il cuore pulsante dell’economia del capoluogo adriatico: marittimi, armatori, commercianti, ristoratori e operatori balneari, le cui attività risultano oggi gravemente compromesse.
I fondali portuali, nonostante il recente intervento di dragaggio — tuttora in fase di ultimazione — risultano oggi completamente impraticabili a causa dell’imponente accumulo di detriti e materiali depositati alla foce.
È prioritario evidenziare come tale fenomeno rappresenti la conseguenza diretta di una dinamica territoriale di area vasta: il fiume Pescara funge infatti da collettore di un bacino idrografico che attraversa oltre venti Comuni e tre diverse Province. Nel suo scorrere verso il mare, l’asta fluviale raccoglie quotidianamente ingenti quantità di materiali che si riversano inevitabilmente nell’area portuale e anche all’esterno. In occasione degli ultimi eventi meteorologici, questo fenomeno ha raggiunto livelli di criticità assoluta, determinando il blocco totale dello scalo e invadendo le spiagge con detriti di ogni natura. Le conseguenze sono gravissime: l’impossibilità per le imbarcazioni, che rappresentano la più grande flotta d’Abruzzo e una delle più importanti d’Italia, di uscire o rientrare in sicurezza sta portando l’intero comparto verso un punto di non ritorno, una stasi totale, una paralisi dalle conseguenze nefaste.
In qualità di Sindaco, pur nel pieno rispetto delle competenze statali sulla gestione dell’infrastruttura portuale e fluviale, ho il dovere istituzionale di non rimanere inerte. È necessaria una risposta corale e immediata da parte di tutta la filiera istituzionale e proprio per questa ragione, ritengo doveroso informare Sua Eccellenza il Prefetto, affinché monitori con la massima attenzione l’evolversi di una situazione che investe direttamente la nostra comunità, dal punto di vista economico e sociale.
Nulla può essere ulteriormente rinviato, visto che la questione dell’insabbiamento del porto si protrae da oltre quindici anni e anche alla luce dei pareri favorevoli espressi dai Ministeri MIC, MIT e MASE per la procedura di V.I.A. del progetto di deviazione del porto — opera strategica per il futuro — è indispensabile gestire l’emergenza odierna con strumenti straordinari.
Si richiede, pertanto, l’immediata attivazione delle seguenti misure:
* Intervento di Somma Urgenza: per il ripristino immediato della navigabilità e della piena fruibilità dei fondali.
* Misure di Sostegno Economico: attivazione tempestiva di ristori per gli armatori e della Cassa Integrazione per i marittimi o anticipo temporale del fermo biologico per garantire la tenuta sociale delle famiglie coinvolte in questa stasi forzata.
* Dichiarazione dello Stato di Calamità: per il porto di Pescara, al fine di attivare i canali di finanziamento e le deroghe necessarie.
* Convocazione di un Tavolo Permanente: da istituire presso la Direzione Marittima con il coinvolgimento di Ministeri competenti, Regione Abruzzo, Autorità di Sistema Portuale e rappresentanze locali.
Il porto di Pescara rappresenta una priorità assoluta non solo per la nostra città, ma per l’intero sistema logistico regionale. Gli operatori del settore e la cittadinanza attendono risposte concrete e immediate.