Lo stop idrico a Pescara ha penalizzato bar, ristoranti, parrucchieri e lavanderie: chiesti sconti in fattura
Nei giorni dell’emergenza idrica a Pescara, per i lavori Aca sull’acquedotto Giardino, bar e ristoranti sono rimasti aperti, ma hanno dovuto fare i conti con l’assenza dell’acqua. Tradotto in termini economici, significa o il fermo dell’attività, o maggiori spese per stoviglieria monouso e acqua minerale. Senza contare il lavoro di parrucchieri, barbieri, e lavanderie, letteralmente impossibilitato dall’assenza di acqua.
Per questo Confesercenti e Confartigianato sollecitano la riduzione delle tariffe o uno sconto in fattura per le attività basate sul consumo di acqua. Le rimostranze si appuntano anche sul fatto che anziché due giorni, 13 e 14 aprile, l’emergenza sia andata oltre, anche fino a cinque, un disagio che andrebbe riconosciuto concretamente.
Di parere diverso invece la Confcommercio, secondo la quale gli imprenditori hanno vissuto una situazione di emergenza da gestire con strumenti adeguati.
