Pescara, GD “Questione morale ormai evidente. Assemblea aperta a giugno per la legalità, Comune aderisca a “Avviso Pubblico”
“Siamo stati tra i primi a parlare di “Parentopoli” e a ribadire con forza che a Pescara esiste una vera e propria questione morale. Oggi, tra nuove indagini, richieste di condanna e inchieste che continuano a colpire pezzi dell’amministrazione cittadina, emerge con ancora maggiore evidenza un clima politico e amministrativo che rischia di compromettere la credibilità delle istituzioni locali.
La legalità è un vessillo che troppo spesso viene sbandierato a parole, salvo poi essere dimenticato nella pratica quotidiana del governo della città. Ma la legalità non si costruisce con gli slogan o con le dichiarazioni di principio: si costruisce con comportamenti trasparenti, con il rispetto rigoroso delle regole, con istituzioni credibili e impermeabili a qualsiasi ambiguità. La legalità si pratica ogni giorno, nelle scelte amministrative, nei concorsi pubblici, nella gestione della cosa pubblica.
Per questo continuiamo a ritenere gravissimo quanto emerso nelle ultime settimane, a partire dalle vicende relative ai concorsi pubblici comunali e dalle ulteriori notizie giudiziarie che stanno investendo il Comune di Pescara. Non spetta a noi sostituirci alla magistratura, ma la politica ha il dovere di interrogarsi sul livello di credibilità e fiducia che oggi riesce a trasmettere ai cittadini.
Proprio per questo rivolgiamo un appello chiaro all’amministrazione comunale: se davvero non c’è nulla da temere, il Comune di Pescara aderisca ad Avviso Pubblico, la rete nazionale degli enti locali contro mafie e corruzione. Sarebbe un segnale concreto di trasparenza, di attenzione e di volontà reale di rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto a pratiche opache nella pubblica amministrazione.
Pescara ha bisogno di ripristinare un forte senso della legalità. Non può essere ricordata come la città dello spaccio, della criminalità o delle ombre sulla gestione pubblica. Il buon esempio deve partire proprio dalle istituzioni e da chi ha responsabilità di governo”.