Pescara: fondali impraticabili, marineria in ginocchio e intero settore al collasso

“Porto Canale bloccato da quasi un mese: armatori, marinai e pescatori lasciati soli tra fondali impraticabili, caro carburante e strutture indegne”: così Di Pillo e D’Andrea della Lista Pettinari sindaco

“Da quasi un mese armatori, marinai e pescatori sono costretti a rimanere fermi nel porto canale di Pescara, impossibilitati a uscire in mare e quindi a lavorare. Una settimana di stop è stata causata dal maltempo, ma il resto è frutto di una situazione gravissima e ormai intollerabile: l’assenza di un minimo intervento di dragaggio, necessario per garantire la sicurezza della navigazione e la normale operatività del porto. È inaccettabile che, nel 2026, un porto canale possa essere bloccato per settimane per la mancata manutenzione ordinaria dei fondali. Questo significa perdita di reddito, difficoltà per le famiglie che vivono di pesca, danni economici alle attività collegate e un colpo durissimo a un settore già messo in ginocchio da anni di crisi. A rendere ancora più pesante questa emergenza si aggiunge l’aumento continuo del costo del carburante, che sta diventando insostenibile per chi lavora in mare: uscire costa sempre di più, ma restare fermi significa non poter guadagnare nulla. Una doppia condanna che rischia di far chiudere attività storiche e mettere in ginocchio intere marinerie”.

“Non meno grave è la precarietà dei locali destinati all’asta del pesce, che da tempo non garantiscono condizioni adeguate – insistono i due – né per chi vende né per chi acquista. Strutture insufficienti, organizzazione fragile e assenza di investimenti concreti: un’umiliazione per chi ogni giorno porta sulle nostre tavole un prodotto fondamentale per l’economia locale. In questo quadro già drammatico si aggiunge l’eterno cantiere del porto canale, un’opera che sembra non finire mai e che continua a trascinarsi tra ritardi, promesse e annunci, senza una reale prospettiva di conclusione. Nel frattempo, a pagare il prezzo sono sempre gli stessi: i lavoratori del mare. Le responsabilità sono chiare e non possono più essere scaricate su altri: il Comune e la Regione hanno colpe precise, per non aver programmato in tempo gli interventi necessari, per non aver garantito manutenzione e sicurezza, per aver lasciato che il porto canale diventasse un problema anziché una risorsa. La gestione di questa vicenda dimostra una mancanza grave di visione e di rispetto verso un comparto strategico per l’economia e l’identità del territorio. Non si può chiedere sacrifici a chi lavora duramente ogni giorno, mentre le istituzioni restano ferme e incapaci di risolvere problemi che dovrebbero essere affrontati con tempestività e serietà”.

 “Serve un intervento immediato di dragaggio, con tempi certi e trasparenti. Serve un piano urgente per la gestione e la conclusione del cantiere del porto canale. Serve garantire locali adeguati e dignitosi per l’asta del pesce. Serve una presa di posizione concreta sul caro carburante, con misure di sostegno reali e immediate. Chi vive di mare non può essere trattato come un problema secondario. Armatori, marinai e pescatori meritano rispetto, sicurezza e risposte. Noi continueremo a denunciare questa situazione e a pretendere che Comune e Regione si assumano finalmente le loro responsabilità, perché il lavoro non può aspettare e la dignità di un’intera categoria non può essere calpestata ancora”.

Barbara Orsini: