C’è un’emorragia cerebrale all’origine del decesso di Romolo Luciano, il gioielliere 86enne di Pescara morto tre giorni fa in ospedale per le gravi lesioni riportate in seguito a una presunta aggressione da parte del figlio, avvenuta lo scorso 8 marzo. È quanto emerso dall’autopsia eseguita in mattinata dal medico legale Cristian D’Ovidio
L’esame autoptico, andato avanti per circa quattro ore e mezza all’ospedale di Pescara, ha consentito di accertare con
chiarezza le cause della morte e ha fornito elementi utili a ricostruire la dinamica dei fatti. Il medico legale eseguirà
ulteriori accertamenti sulle condizioni di salute dell’uomo e sui farmaci assunti, per valutare se vi siano eventuali
concause. Come da prassi sono stati eseguiti i prelievi di campioni per i successivi esami di laboratorio. D’Ovidio ha 90 giorni di tempo per depositare la relazione. Sulla vicenda fin dall’inizio c’è riserbo da parte degli inquirenti, ma sembra che il figlio – un uomo di 59 anni – per cause ancora non accertate avesse malmenato l’anziano, colpendolo con calci e pugni. L’86enne, arrivato in ospedale in condizioni gravissime, è morto dopo due settimane di ricovero
nel reparto di Rianimazione. Della vicenda si occupano i carabinieri della Compagnia di Pescara.
Dopo essere stato arrestato dai militari dell’Arma, il 59enne è ora ai domiciliari. Assistito dall’avvocato Matteo Cavallucci, l’uomo ha riferito, fin dalle prime chiamate al numero di emergenza, di alcuni schiaffi dovuti a un momento di esasperazione e di una caduta non riconducibile alle fasi della lite.