Pescara: dopo le minacce, danneggiato il cancello di Pettinari

Nuovo episodio intimidatorio dopo le minacce di morte: danneggiato il cancello dell’abitazione di Domenico Pettinari a Pescara

Dopo le minacce di morte ricevute nelle ultime settimane da parte di un pregiudicato,  ulteriore episodio a danno del consigliere al Comune di Pescara, Domenico Pettinari

«Nella serata di ieri, facendo rientro presso la mia abitazione, – racconta lo stesso Pettinari – ho tentato di aprire il cancello automatico di accesso alla mia proprietà, riscontrando tuttavia un’anomalia nel funzionamento dello stesso. Il cancello, infatti, non rispondeva ai comandi di apertura. Insospettito da quanto accaduto, sono sceso dall’autovettura per effettuare un controllo diretto e ho potuto constatare come ignoti avessero deliberatamente tranciato i cavi elettrici che alimentano il motore deputato al meccanismo di apertura e chiusura.

Un gesto che appare tutt’altro che casuale e che evidenzia una chiara volontà di arrecare un danno e, al contempo, di lanciare un segnale intimidatorio. La modalità con cui è stato compiuto l’atto lascia infatti pochi dubbi circa la sua natura dolosa e mirata.

Questo episodio non rappresenta purtroppo un caso isolato. Nelle ultime settimane si sono verificati ulteriori accadimenti analoghi che presentano un comune denominatore: quello di incidere sulla mia quotidianità e di generare un clima di costante pressione psicologica. Una situazione che oggi non può essere sottovalutata e che sta progressivamente compromettendo la serenità mia e della mia famiglia.

Vivere con il timore che possano verificarsi ulteriori episodi, potenzialmente anche più gravi, rappresenta una condizione difficile da sostenere. La percezione di essere oggetto di attenzioni ostili e potenzialmente pericolose è ormai concreta e palpabile, e impone una riflessione seria su quanto sta accadendo.

Al momento, non dispongo di elementi certi per attribuire con assoluta precisione tali episodi a uno o più soggetti determinati. Tuttavia, appare inevitabile collegare quanto sta avvenendo al mio impegno costante negli anni contro le illegalità, in particolare nei quartieri periferici, dove ho più volte denunciato situazioni di degrado, abusivismo e fenomeni riconducibili alla criminalità.

È noto come tali attività possano generare attriti e ostilità, soprattutto da parte di soggetti legati a contesti criminali che vedono nelle mie azioni un ostacolo ai propri interessi. Non si può escludere, pertanto, che questi episodi rappresentino un tentativo di intimidazione volto a scoraggiare il mio operato e a indurmi a interrompere le mie iniziative.

Desidero inoltre ribadire con fermezza come i rapporti con il vicinato siano da sempre improntati al rispetto reciproco, alla stima e alla collaborazione. Non si sono mai verificati contrasti, divergenze o situazioni di tensione tali da poter far ipotizzare un’origine diversa da quella intimidatoria. Proprio per questo motivo, ritengo del tutto inverosimile che quanto accaduto possa essere ricondotto a dinamiche di cattivo vicinato o a gesti isolati privi di un disegno più ampio.

Il ripetersi di tali atti, unitamente alle minacce già ricevute, contribuisce a delineare un quadro che merita la massima attenzione . Non si tratta soltanto di episodi di danneggiamento, ma di segnali che, nel loro insieme, assumono una valenza ben più grave e preoccupante».

Pettinari aggiunge di essersi già recato negli uffici della Digos di Pescara per sporgere formale denuncia in relazione all’accaduto e di avere fornito tutti gli elementi utili alle indagini.

«Colgo l’occasione per esprimere un sentito e sincero ringraziamento al personale della Digos, che sin dal primo momento ha dimostrato grande professionalità, attenzione e sensibilità nella gestione della vicenda, garantendo un costante supporto e una presenza rassicurante in un contesto particolarmente delicato.

Rinnovo la mia piena fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, confidando che attraverso un’attenta attività investigativa si possa giungere in tempi brevi all’individuazione dei responsabili e alla ricostruzione puntuale dei fatti.

Nonostante il clima di tensione, intendo proseguire con determinazione il mio impegno a favore della legalità, nella convinzione che arretrare di fronte a simili episodi significherebbe cedere a logiche che nulla hanno a che vedere con i principi di giustizia e convivenza civile».

 

Marina Moretti: