Al Teatro Immediato di Pescara arriva Cinque Agosto, con Serena Di Gregorio. Lo spettacolo è dedicato alla memoria e alla vecchiaia
Venerdì 6 marzo, alle ore 21, il Teatro Immediato di Pescara (Via Nenni 3), diretto da Edoardo Oliva, ospita lo spettacolo Cinque Agosto scritto, diretto e interpretato da Serena Di Gregorio, finalista al Premio Scenario per Ustica 2013 e vincitrice del premio Abito in Scena di Potenza.
La vita lieve, divertente e toccante di una donna tra gli anni 30′ e anni 70′ sul filo della memoria e delle nostre radici, ambientata nella ricorrenza della festa patronale, La Madonna della neve.
Lo spettacolo è stato finalista del Premio Scenario, tra i più importanti della scena nazionale e Vincitore Festival Potenza Teatro.
Un lavoro, prodotto dal Florian Teatro Stabile d’Innovazione, intenso e poetico che affronta due temi universali e profondamente attuali: la Memoria e la Vecchiaia. Da sempre affascinata dal mondo degli anziani, Serena Di Gregorio ha costruito questo progetto raccogliendo testimonianze di uomini e donne in età senile: racconti di vita, ricordi quotidiani, frammenti apparentemente piccoli ma capaci di custodire emozioni profonde. Ore di registrazioni, volti filmati, parole custodite e poi rielaborate in una drammaturgia originale.
Per evitare un approccio didascalico, l’autrice ha scelto di inventare una storia capace di contenere e restituire quei racconti, trasformandoli in teatro vivo. Perché anche le storie che non hanno cambiato il corso della Storia con la S maiuscola meritano di essere ascoltate: possono insegnare, commuovere, sorprendere. L’intera vicenda si svolge il giorno della festa della Madonna della Neve, il 5 agosto, celebrata a Montesilvano. Da questo giorno simbolico prende forma un racconto che attraversa il tempo: la protagonista passa da un’età all’altra, conducendo lo spettatore in un viaggio che attraversa la storia d’Italia dagli anni ’40 agli anni ’70, fino ad arrivare ai giorni nostri. Il tempo nello spettacolo non è lineare: si muove avanti e indietro, come accade nei ricordi. E proprio attraverso la memoria individuale si ricompone un affresco collettivo.
