Pescara: Città della musica, interrogazione di Presutti

Il consigliere comunale del PD Marco Presutti annuncia interrogazione urgente sulle vicende dell’area dell’ex inceneritore e della Città della musica

Presutti parla di vent’anni di fallimenti gestionali nell’area dell’ex inceneritore di via Raiale, a Pescara.

«Oltre 4,2 milioni di euro spesi per consegnare alla città una discarica. La Giunta usa la sicurezza come alibi, ma poi impugna i vincoli per favorire il cemento ha detto Presutti. Siamo di fronte a un capolavoro di incoerenza amministrativa che rasenta l’incredibile: la Giunta Masci rinuncia al completamento della Città della Musica invocando un rischio idraulico insuperabile, ma pochi mesi dopo fa guerra legale allo stesso vincolo perché ostacola lo sviluppo edilizio della città. La sicurezza dei cittadini è una priorità solo quando bisogna tagliare i fondi alla cultura in periferia?»

Con queste parole il Consigliere Comunale Marco Presutti (PD) annuncia il deposito di una dettagliata interrogazione urgente che ricostruisce vent’anni di fallimenti gestionali nell’area dell’ex inceneritore di via Raiale.

L’atto ispettivo di Presutti enumera una sequenza di decisioni definite “surreali”. Nonostante il nuovo vincolo idraulico fosse noto dal marzo 2020, l’amministrazione ha continuato per anni ad appaltare lavori e pagare consulenze, arrivando nel 2023 a ordinare una revisione progettuale che ha deliberatamente reso l’opera inattuabile.

«C’è il sospetto che sia stato costruito a tavolino il pretesto per arrendersi”, incalza Presutti. “Nella Delibera di Giunta n. 88/2025 ammettono che il progetto originale era legittimo e cantierabile, ma hanno preferito ‘suicidarlo’ con una variante per poter poi dirottare 1 milione di euro sul Teatro D’Annunzio, abbandonando via Raiale al suo destino».

Dal 2003 a oggi sono stati impegnati oltre 4,2 milioni di euro, per quello che oggi si presenta come un cantiere fantasma e una “discarica piena di rifiuti maleodoranti”.

«Che fine hanno fatto gli arredi e le attrezzature pagati nel 2019 con 230 mila euro di fondi pubblici? Mentre l’Amministrazione gioca con le carte bollate e le delibere di rinuncia, il patrimonio dei pescaresi marcisce tra i rifiuti. È uno schiaffo alla città e un potenziale danno erariale su cui non smetteremo di indagare».

 Il punto più critico dell’attacco di Presutti riguarda l’impugnazione del PSDA (Piano Stralcio Difesa Alluvioni) annunciata dal Comune nel settembre 2025.

«È il colmo della beffa istituzionale: usano il rischio idraulico come ‘scudo’ per chiudere la Città della Musica a febbraio , ma lo attaccano a settembre perché ‘ostacola lo sviluppo urbanistico’. Se il rischio c’è, la Giunta è stata irresponsabile a spendere soldi fino al 2021; se non c’è, la delibera di rinuncia è un atto basato su presupposti falsi. In entrambi i casi, il fallimento della Giunta Masci è totale».

Marina Moretti: