Pescara: celebrati i funerali di Massimo Ciarelli

Celebrati oggi pomeriggio a Pescara i funerali di Massimo Ciarelli, deceduto tra Silvi e Marina di Città Sant’Angelo durante un inseguimento dei carabinieri

L’uomo, in sella ad uno scooter, non si era fermato all’alt. L’ultimo saluto oggi nella parrocchia della Madonna del Fuoco, a Pescara, il quartiere dove vive la madre di Ciarelli.

Il 43enne andava a pranzo dalla mamma ogni giorno, prima di rientrare nel carcere di San Donato, dove stava scontando in regime di semilibertà la condanna per l’omicidio del tifoso del Pescara Domenico Rigante.

Intanto l’autopsia, eseguita dal medico legale Donatella Fedeli, delegata dall’autorità giudiziaria, ha stabilito che l’uomo è morto per una violenta lesione spinale seguita da emorragia interna.

L’incidente è avvenuto mercoledì sera, Ciarelli si è schiantato contro l’auto dei carabinieri dopo un inseguimento per non essersi fermato all’alt.
L’esame autoptico è stato eseguito dal medico legale Donatella Fedeli, delegata dall’autorità giudiziaria. Hanno preso parte i consulenti Paola Vellante, nominata dai familiari della vittima, e Cristian D’Ovidio, nominato dal carabiniere alla guida dell’auto (che non è indagato).

Nei prossimi giorni la Procura di Teramo (fascicolo della pm Elisabetta Labanti) disporrà anche una consulenza cinematica sui mezzi sequestrati. Le indagini sono state delegate alla polizia stradale di Teramo e alla polizia locale di Silvi che ha raccolto le prime testimonianze.

L’inseguimento è iniziato mercoledì sera intorno alle 20 a Montesilvano, in viale Abruzzo. Qui, durante un servizio di controllo, una pattuglia dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Montesilvano ha incrociato lo scooterone (intestato alla madre di Ciarelli) con due persone a bordo che hanno ignorato l’alt. Giunto alla rotonda sulla statale 16, all’altezza dell’Expo, Ciarelli ha imboccato la rotatoria percorrendone solo un tratto invadendo la corsia opposta e andando contromano. Ed è in quel momento che si è schiantato contro un’altra auto dei carabinieri, arrivata in supporto dei colleghi da Città Sant’Angelo. L’altra persona, sentita come testimone, era già caduta dalla moto.

Massimo Ciarelli nel 2012 aveva ucciso con un colpo di pistola il tifoso biancazzurro Domenico Rigante. In primo e secondo grado era stato condannato a 30 anni, scesi a 17 dopo che la Cassazione aveva annullato l’aggravante della premeditazione. Dal 2025 era in semilibertà.

Marina Moretti: