Mercato Ittico di Pescara, Doriano Camplone, Associazione Mimmo Grosso: “L’Amministrazione gioca con il pane di 200 famiglie. Questo sistema è il cuore economico di Pescara.”
Sulla crisi del mercato ittico interviene con fermezza Doriano Camplone, Presidente dell’Associazione “Mimmo Grosso”. Dopo il caos registrato durante l’asta del 3 febbraio, Camplone lancia un monito chiaro alla politica cittadina: la pesca non è un folklore, ma un’industria che non può essere gestita con approssimazione. Un ingranaggio che non può incepparsi. “Il mercato ittico non è un semplice luogo di scambio, è un ecosistema complesso dove ogni momento – dallo sbarco alla battuta d’asta – deve essere oliato alla perfezione,” esordisce Camplone. “Quando il sistema operativo si blocca o i telecomandi non funzionano, non è solo un intoppo tecnico: è un intero motore economico che fonde. Parliamo di volumi d’affari impressionanti che sostengono direttamente il lavoro reale di oltre 200 famiglie pescaresi.”
Il Presidente della “Mimmo Grosso”, storicamente voce degli armatori, sottolinea l’importanza della compattezza raggiunta con le altre categorie: “Oggi siamo uniti perché abbiamo capito che se crolla un anello della catena, crolliamo tutti. Se l’astatore non può battere per colpa di un software scadente, l’armatore è costretto a portar via il pesce dal mercato. È una sconfitta per tutti, un danno che toglie ossigeno alla nostra economia cittadina.”
Non si usano giri di parole sull’ipotesi del trasferimento alla banchina sud e sui disservizi attuali:
“Non rendersi conto della gravità di quanto sta accadendo significa non avere idea di cosa regge gran parte dell’economia di Pescara. Non si possono pretendere diritti d’asta se non si garantisce un servizio all’altezza. Vedere gli armatori ritirare le casse è un insulto al nostro lavoro notturno e alla storia marittima di questa città.”
L’Associazione Mimmo Grosso chiede:
Un investimento immediato e risolutivo sulle tecnologie dell’attuale mercato.
Il blocco di ogni trasferimento verso strutture (banchina sud) giudicate dagli operatori logisticamente inadeguate.
Rispetto per una categoria che, nonostante le difficoltà, continua a garantire pesce di altissima qualità sulle tavole dei cittadini.
“Siamo pronti a difendere il nostro lavoro in ogni sede. La politica deve decidere se stare dalla parte di chi produce o continuare a guardare indifferente mentre un’eccellenza della città viene smantellata dalla mancanza di una visione che potrebbe fare grande questa città.”
Anche i commercianti sono in difficoltà come riferito dal presidente Confcommercio Pescara, Riccardo padovano, che chiede una task force per risolvere la problematica una volta per tutte.
