Pescara: ancora polemiche sulla sede del Conservatorio

Il progetto del Conservatorio di Pescara illustrato in conferenza stampa dal sindaco Masci è ancora oggetto di polemiche. La direzione: “Noi estromessi”

La conferenza stampa indetta dal sindaco Masci per illustrare l’intervento che riguarda il Conservatorio di Pescara a più d’uno non è andata giù. Da un lato c’è la questione politica: in una nota del 15 gennaio uno dei quattro candidati a sindaco alle comunali di Pescara, Carlo Costantini, aveva parlato di “conferenza stampa organizzata a spese della collettività da un sindaco non più sindaco”. Il riferimento evidentemente era alle elezioni comunali annullate e da ripetere parzialmente.

Oggi a parlare è la direzione dello stesso Conservatorio che lamenta l’estromissione dalle comunicazioni inerenti i lavori:

“L’omissione sarebbe stata censurabile anche se la conferenza stampa fosse stata soltanto
politica, e invece è stata anche tecnica, quindi l’estromissione del Conservatorio è ancor di più sorprendente e sconcertante” si legge nella nota del consiglio d’amministrazione del Conservatorio di musica Luisa d’Annunzio di Pescara.

“Nella circostanza – rileva ancora il Cda del Conservatorio – sarebbe stato annunciato anche l’inizio dei lavori di qui a tre mesi. Il condizionale è d’obbligo, poiché non sarà sfuggito ai giornalisti presenti come notorio ai promotori dell’appuntamento mediatico, che incomprensibilmente l’attore principale di questa vicenda, il Conservatorio appunto, era assente; così com’era assente il suo logo dal materiale stampa. Ma non certamente per sua scelta. Il rispetto dei ruoli, la semplice cortesia istituzionale e l’attenzione che si deve a una realtà prestigiosa e storica del tessuto culturale cittadino, regionale e nazionale – sottolinea il Cda – avrebbero voluto che i vertici artistici, amministrativi e d’indirizzo del Luisa d’Annunzio fossero stati per lo meno informati e coinvolti alla presentazione alla città. Non è solo atto di pura cortesia, ma anche di educazione
istituzionale oltre che, nello specifico, di preciso e logico obbligo. A tutt’oggi – si conclude nella nota – gli uffici non hanno ricevuto neppure comunicazione del progetto de quo, per il quale
è prevista una spesa di 15 milioni di euro, 10 dei quali ministeriali. Altre parole sono superflue, ma ma non l’auspicio che adesso, come preannunciato, inizino davvero i lavori per dotare il Conservatorio di una sede idonea, funzionale e moderna, e non sia l’ennesimo proclama. Il quarto o il quinto, in questa storia”.