Pescara, ANCE: “Non siamo né speculatori né palazzinari”

ANCE esprime forte preoccupazione per il clima di “generalizzata delegittimazione che si sta creando attorno al settore delle costruzioni e all’attività urbanistica della città di Pescara”.

“Siamo pronti a collaborare con tutte le istituzioni, ma respingiamo con fermezza ogni tentativo di trasformare il settore edilizio nel capro espiatorio di dinamiche politiche o mediatiche”.
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“ANCE Chieti Pescara esprime forte preoccupazione per il clima di immotivata delegittimazione che negli ultimi giorni si sta creando attorno al settore delle costruzioni e, più in generale, all’attività urbanistica della città di Pescara. Il dibattito pubblico, sta assumendo toni che rischiano di offrire una rappresentazione parziale e distorta di un intero comparto, fondamentale per l’economia locale e per la qualità dello sviluppo urbano.
Gli imprenditori esprimono sconcerto per quella che appare una lunga serie di banalità, cliché e allusioni che hanno accompagnato, in questi ultimi giorni, la narrazione dell’attività edilizia in città. Da un recente incontro della Commissione Edilizia e Territorio dell’Associazione è emerso unanime un grido che chiede rispetto e sottolinea lo stato della normativa: “Noi non siamo “speculatori” né “palazzinari” ma imprenditori che, con lavoro e passione, contribuiamo a rendere questa città migliore. E lo facciamo nel rispetto delle regole. A partire da quelle che disciplinano la rigenerazione urbana. Vorremmo ricordare che sono ormai più di quarant’anni che il dibattito pubblico prima e la decisione politica poi hanno orientato l’attività edilizia verso la riqualificazione e la rigenerazione urbana per ragioni di sicurezza sismica ed efficienza energetica ma soprattutto per non consumare nuovo suolo. Eppure, solo a partire dall’introduzione di nuovi incentivi volumetrici (le premialità del Decreto Sviluppo del 2011) e di nuove regole urbanistiche (il progressivo ampliamento della definizione di ristrutturazione edilizia contenuta nel testo unico dell’edilizia) la rigenerazione urbana è diventata una realtà. Demolire un edificio per ricostruirlo nel rispetto delle regole statiche, antisismiche e di efficienza energetica è un interesse di tutti ma non può prescindere da un sistema di incentivi.

Il prezzo da pagare per avere edifici sicuri ed efficienti senza consumare nuovo suolo è che saranno un po’ più grandi e un po’ più alti. Non lo abbiamo stabilito noi ma il Parlamento Italiano con la Legge n. 106 del 2011 e la Regione Abruzzo con la L.R. 49 del 2012. A quelle regole ci siamo attenuti senza cercare scorciatoie (tutti gli interventi di riqualificazione in città sono stati assentiti da Permesso di Costruire, cosa che differenzia la nostra città dal caso sotto indagine di Milano) e siamo ancora in attesa che il Comune di Pescara, ad oltre 700 giorni dalla sentenza del TAR che ha annullato la Delibera di recepimento del Decreto sviluppo, adotti le nuove regole. Nel frattempo, la nostra attività è praticamente ferma con conseguenze negative enormi per l’economia e il futuro di Pescara. Per il resto siamo disponibili a discutere di tutto, nuove regole, piani attuativi, altezze, standards, ma nel rispetto della verità e dell’onorabilità nostra e delle tante persone (tecnici, maestranze, consulenti) che lavorano con noi.

Confidiamo infine nel senso di responsabilità e nella prudenza dell’opinione pubblica, affinché la lettura di notizie di tono accusatorio di tale portata sia sempre accompagnata da un’attenta verifica e da un approccio non superficiale, evitando conclusioni affrettate su istituzioni e attività imprenditoriali.”
È necessario ribadire con chiarezza che il settore edilizio non può essere trasformato nel capro espiatorio di dinamiche politiche o mediatiche. ANCE, nel rispetto del lavoro degli organi inquirenti e delle istituzioni, conferma la propria piena disponibilità a collaborare per garantire trasparenza, legalità e correttezza dei processi. Allo stesso tempo respinge con fermezza ogni tentativo di estendere eventuali responsabilità individuali – tutte da verificare nelle sedi competenti – all’intero sistema delle imprese, che, nel caso di Pescara, ha operato nel rispetto delle delibere Comunali, oltre a contribuire quotidianamente allo sviluppo del territorio.

Troppo spesso il racconto pubblico tende a semplificare un ambito estremamente complesso come quello dell’urbanistica, riducendolo a una contrapposizione tra interesse pubblico e interesse privato o a una generica lettura in chiave “speculativa”. In realtà le trasformazioni urbane avvengono attraverso procedure articolate, che coinvolgono enti diversi, livelli di pianificazione e verifiche tecniche approfondite nel pieno rispetto della normativa vigente, e richiedono un equilibrio costante tra tutela del territorio, sicurezza, qualità della vita e sviluppo economico. Una narrazione che le descrive come il risultato di scorciatoie o aggiramenti sistematici delle regole rischia di compromettere la fiducia dei cittadini e di frenare investimenti importanti per la città.

In questo contesto è fondamentale ricordare anche il contributo concreto che il sistema delle imprese sta offrendo proprio sul piano della qualità e della conoscenza tecnica. Ne è un esempio lo studio sul Piano Stralcio Difesa dalle Alluvioni realizzato da ANCE Chieti Pescara con tecnologia Mobile Mapping, che ha prodotto un modello tridimensionale del territorio con precisione centimetrica, evidenziando differenze rilevanti rispetto ai dati attualmente utilizzati. Un lavoro che non nasce in contrapposizione alle istituzioni e al benessere collettivo, ma al contrario con l’obiettivo di fornire strumenti più accurati e aggiornati per migliorare la pianificazione, la sicurezza idraulica e la qualità delle decisioni pubbliche. ANCE ritiene infatti che lo sviluppo del territorio debba fondarsi su dati oggettivi, verificabili e condivisi, nell’interesse di tutti.

Non va infine dimenticato che l’edilizia rappresenta una componente essenziale del sistema economico di Pescara, incidendo in maniera significativa sulla produzione di valore e sull’occupazione, in un contesto urbano già fortemente sviluppato e complesso. Proprio per questo la sfida attuale non è quella di “costruire di più”, ma di costruire meglio: riqualificare l’esistente, migliorare la sicurezza, aumentare la resilienza climatica e innalzare la qualità architettonica e ambientale degli interventi, sempre nel rispetto delle regole e del principio del legittimo affidamento.

ANCE Chieti Pescara rinnova quindi la propria disponibilità a un confronto serio e responsabile con tutte le istituzioni e con gli altri attori del territorio, nella convinzione che solo un approccio basato su competenza tecnicae collaborazione possa garantire uno sviluppo equilibrato e sostenibile della città.
Allo stesso tempo, chiede che il dibattito pubblico torni a fondarsi su elementi oggettivi e su una rappresentazione più equilibrata dei fatti, nel rispetto del lavoro di migliaia di imprese, maestranze e professionisti che ogni giorno, con passione e professionalità,contribuiscono alla crescita del territorio”.

Antonella Micolitti: