Perugia: si torna in aula per la morte del giovane abruzzese Andrea Prospero

L’accordo sul patteggiamento non è stato raggiunto, quindi oggi a Perugia si torna in Corte d’assise per la morte del giovane abruzzese Andrea Prospero

L’unico accusato è un diciottenne, attualmente agli arresti domiciliari, a giudizio immediato per istigazione o aiuto al suicidio. La richiesta avanzata dalla difesa aveva portato al rinvio dell’ultima udienza, in questo tempo si sarebbe dovuto raggiungere un accordo, ma così non è stato. La famiglia Prospero ha chiesto una pena giusta e proporzionata.

Oggi dunque al Tribunale di Perugia, città in cui è morto il giovane studente universitario di Lanciano, si sono riaperte le porte dell’aula della Corte d’Assise. Il collegio difensivo di Emiliano Volpe, il giovane accusato di istigazione al suicidio, dovrebbe avanzare una nuova proposta di patteggiamento per evitare il processo.

I giudici avevano concesso un mese di tempo affinché ci si accordasse, ma l’intesa non è stata raggiunta: la distanza tra la difesa e le parti civili evidentemente si è rivelata incolmabile.

Nel tentativo di chiudere subito la vicenda evitando un lungo processo in Corte d’assise, la difesa di Volpe oggi presenta una nuova richiesta di patteggiamento, come annunciato dall’avvocato Alessandro Ricci. La nuova proposta, una pena superiore ai tre anni senza ipotesi alternative alla detenzione, è più severa della precedente, respinta nell’udienza preliminare perché ritenuta troppo bassa.

Se anche questa volta non si raggiungerà l’intesa, Volpe dovrà affrontare subito il dibattimento. La famiglia di Andrea Prospero, tramite i legali Francesco Mangano e Carlo Pacelli, ha respinto un’offerta economica e chiede giustizia piena.

Andrea Prospero, che aveva 18 anni, si era trasferito a Perugia per studiare all’Università. In città vive anche la sorella, con la quale aveva appuntamento il giorno in cui è scomparso. Alcuni giorni dopo venne ritrovato senza vita in una stanza presa in affitto, diversa da quella in cui il giovane lancianese abitava a Perugia.

Secondo l’accusa, Emiliano Volpe, un giovane romano che Andrea conosceva solo on line, avrebbe rafforzato la sua idea di suicidarsi spingendolo ad ingerire un mix letale di farmaci, come sarebbe emerso nelle chat e in un video Telegram girato dalla vittima e allegato agli atti.

Tra i consulenti della famiglia Prospero c’è anche la criminologa Roberta Bruzzone. Nella relazione da lei prodotta l’istigazione di Volpe viene correlata direttamente alla morte di Prospero.

Marina Moretti: