Penne: “Ospedale San Massimo fuori norma sulla sicurezza”. La Asl replica

Penne, Ospedale San Massimo, due anni fuori norma mettono a rischio la struttura secondo il vice presidente del Consiglio Regionale Blasioli. La Asl replica

Il Vice Presidente del Consiglio Regionale Antonio Blasioli svela le carte su una situazione a dir poco preoccupante che riguarda le più elementari norme di sicurezza all’ospedale San Massimo di Penne e lancia un appello al presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio e alla Asl di Pescara:

“Dal 2024, i Vigili del Fuoco certificano gravi carenze di sicurezza all’ospedale San Massimo di Penne. I cittadini non lo sanno, e Asl Pescara e Regione Abruzzo provano a mettere tutto sotto il tappeto. La questione è seria, e riguarda la sicurezza di pazienti, personale sanitario e amministrativo. Abbiamo ricostruito la vicenda con le carte alla mano: ciò che emerge racconta, meglio di qualsiasi parola, l’abbandono in cui versano gli ospedali, la sanità vestina e quella abruzzese da parte di chi governa la Regione”. A denunciarlo è il Vicepresidente del Consiglio regionale, Antonio Blasioli, che in conferenza stampa ha ripercorso i fatti e presentato le richieste formali rivolte all’Assessore alla Sanità, al Presidente della Regione e alla direzione strategica della Asl, per fare piena luce. “Siamo entrati in possesso della documentazione che certifica le carenze antincendio dell’ospedale di Penne e del distretto sanitario vestino, insieme a una serie di solleciti dei Vigili del Fuoco alla Asl di Pescara rimasti senza riscontro. I primi sopralluoghi risalgono al 2024. In quelle ispezioni furono rilevate mancanze gravissime su sistemi di sicurezza obbligatori, tali da poter determinare la chiusura delle strutture:

– mancanza di impianti di rilevazione fumi;

– uscite di emergenza non conformi;

– certificato di prevenzione incendi scaduto da anni e mai rinnovato.

Parliamo di presidi essenziali per garantire la sicurezza di pazienti e operatori. Il 4 giugno 2024, con protocollo n. 8204, i Vigili del Fuoco inviarono la prima nota ufficiale chiedendo alla Asl di intervenire. Da allora non è stato fatto nulla. Constatata l’inerzia, è stato persino concesso un “termine di grazia” fino al 31 dicembre 2025 per mettersi in regola. Anche questo termine è scaduto senza interventi. Per normativa, una inadempienza così grave può comportare profili penali per la direzione aziendale e ci accerteremo in una commissione di vigilanza. Per evitare la chiusura dell’ospedale e del distretto è stato necessario il coinvolgimento della Prefettura. Il tavolo prefettizio si è tenuto il 26 gennaio 2026. In quella sede, la Asl ha assicurato l’attivazione di una procedura di somma urgenza per eseguire i lavori richiesti da due anni, annunciando misure cautelative per scongiurare la chiusura del presidio. I lavori sembrano essere partiti solo in questi giorni. Ieri, insieme alla segretaria del circolo di Penne Margherita D’Agostino, mi sono recato personalmente al San Massimo: ho constatato operai al lavoro e la chiusura del tunnel di collegamento fra nuovo padiglione e chirurgia. Una misura che oggi costringe i pazienti a uscire all’esterno e a essere trasferiti con mezzi di soccorso per esami, TAC, visite ginecologiche e altri accertamenti.

Nel frattempo è stata deliberata una inspiegabile riduzione immediata dei già pochissimi posti letto. Sono stati tolti altri 10 posti letto in un ospedale ormai ridotto ai minimi termini. Oggi sono:

– 5 in Ortopedia (di cui 1 in day surgery),

– 10 in Chirurgia (di cui 2 in day surgery),

– 4 in Otorinolaringoiatria (di cui 2 in day surgery),

– 6 in Ginecologia (tutti day surgery).

La riduzione porterebbe il presidio a 25 posti letto complessivi.

Un numero non casuale: oltre i 25 posti letto le strutture sanitarie sono assoggettate ai controlli dei Vigili del Fuoco, mentre se ne hanno 25 o meno, non ricadono più nell’elenco di strutture soggette alle certificazioni dei Vigili del Fuoco e la gestione della sicurezza antincendio rientra nel quadro del D.Lgs. 81/2008 e del D.M. 3 settembre 2021 (“minicodice”) per luoghi di lavoro a basso rischio.

In concreto dunque, si cambierebbe il perimetro del controllo, non il problema di fondo. Non serve cambiare controllore, serve mettere in sicurezza l’ospedale! A Penne si sta consumando la situazione più grave che possa riguardare un presidio sanitario: se viene meno la sicurezza, viene meno tutto. La scadenza del certificato antincendio, non rinnovato per anni, le manutenzioni mai fatte, i lavori partiti solo dopo il rischio di un’inchiesta penale raccontano quanto il Presidente Marsilio e il centrodestra non considerino prioritaria la sicurezza di cittadini e operatori, né il destino degli ospedali delle aree interne.
Chiedo al Presidente Marsilio e all’Assessora Verì di dire con chiarezza se è vero o non è vero che il San Massimo è privo di rilevazione fumi, di uscite di emergenza a norma e del certificato antincendio. E soprattutto se Penne è un caso isolato o la situazione riguarda anche Pescara e Popoli. I cittadini hanno diritto alla verità e di saperla subito, nel giro di poche ore. Il San Massimo, già depotenziato dalla riduzione dei posti letto voluta da questa maggioranza, oggi è costretto anche a subire gli effetti di un escamotage normativo che crea disagi enormi e allunga le attese senza neanche la certezza che questo sia effettivamente risolutivo. Pochi giorni fa il pronto soccorso ha registrato otto pazienti costretti a rimanere per giorni sulle barelle in attesa di ricovero. Non è più tollerabile”, conclude.

La replica della Asl di Pescara:

“In relazione alle notizie diffuse nelle ultime ore sull’Ospedale San Massimo di Penne, la ASL di Pescara ritiene necessario fornire alcuni chiarimenti a tutela dei cittadini e del personale sanitario.

Non vi è stata alcuna riduzione complessiva dei posti letto del presidio, che sono in linea con quelli previsti nella rete ospedaliera approvata con L.R. n. 60 del 28 dicembre 2023. Alcuni posti letto precedentemente collocati nel “blocco B” sono stati temporaneamente riallocati nel “blocco D” della medesima struttura, dove gli interventi risultano già completati. Si tratta di una misura organizzativa necessaria per consentire l’esecuzione di lavori di miglioramento della sicurezza in una parte dell’edificio, senza interrompere l’attività sanitaria.

Gli interventi in corso rientrano in un programma di adeguamento e miglioramento della sicurezza della struttura, con un cronoprogramma formalizzato predisposto dagli uffici tecnici aziendali. Nel quadro dell’interlocuzione costante con le autorità competenti in materia di sicurezza, la ASL ha trasmesso i piani di intervento e adottato misure organizzative e compensative volte a ridurre ogni possibile rischio durante la fase dei lavori.

È importante sottolineare che non si sta realizzando un ospedale ex novo e privo di attività, ma si sta intervenendo su una struttura pienamente operativa che continua quotidianamente a garantire servizi sanitari alla popolazione. Operare su edifici esistenti comporta inevitabilmente una gestione per fasi, con temporanei adattamenti organizzativi finalizzati a coniugare continuità assistenziale e miglioramento strutturale.

Per quanto riguarda la chiusura temporanea del tunnel di collegamento tra i padiglioni, essa si è resa necessaria per consentire l’esecuzione dei lavori e rendere autonomi i percorsi durante la fase di intervento. Il trasferimento dei pazienti avviene con mezzi di soccorso dedicati e con personale sanitario, in condizioni protette, senza alcuna incidenza sui tempi delle prestazioni urgenti. La misura è limitata al periodo strettamente necessario all’esecuzione dei lavori, che si prevede conclusi entro il mese di aprile, con conseguente ripristino della piena funzionalità del collegamento interno.

Da circa 15 mesi, inoltre, i Presidi Ospedalieri di Penne e Popoli sono stati dotati di squadre antincendio dedicate; quella del Presidio di Pescara, già operativa, sarà presto ulteriormente potenziata con l’inserimento di nuove unità. Si tratta di un investimento organizzativo finalizzato a rafforzare i livelli di tutela.

In merito agli 8 pazienti in Pronto Soccorso, si precisa che si è trattato di pazienti in osservazione breve ed in attesa di ricovero, giunti in un periodo di particolare sovraffollamento determinato dall’aumento stagionale delle patologie respiratorie. La permanenza temporanea in area di osservazione è stata gestita secondo le procedure previste e in piena sicurezza clinica, come avviene nei periodi di maggiore pressione assistenziale.

Si ribadisce che la sicurezza dei pazienti e del personale rappresenta una priorità assoluta e si invita a un’informazione responsabile, al fine di evitare interpretazioni che possano generare preoccupazioni non rispondenti alla reale situazione operativa del presidio”.

 

Luca Pompei: