Questa mattina a Chieti, nella sala consiliare della Provincia, su iniziativa del WWF Abruzzo, si è tornato a parlare del Parco Nazionale della Costa Teatina, in una conferenza stampa-convegno aperta alla partecipazione del pubblico sull’attuale situazione de “Il Parco incompiuto”, atteso ormai da oltre un quarto di secolo.
Dopo i saluti istituzionali, ne hanno discusso, moderati da Dante Caserta, direttore Affari Legali e Istituzionali del WWF Italia, l’avvocato Alessandro Corporente, legale che ha curato il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale presentato dal WWF Italia con l’obiettivo di superare lo stallo politico, l’architetto Pino De Dominicis, già commissario ad acta per l’istituzione del Parco, Luciano Di Tizio, presidente del WWF Italia, e Barbara Staniscia, professoressa di Geografia presso l’Università di Roma “La Sapienza” e autrice nel 2024 del volume “Conflitti ambientali e parchi naturali. Il caso della Costa Teatina”.
La storia del Parco inizia con la legge n. 344/97 che inserì quel territorio, su proposta del Sen. Angelo Staniscia, tra le “prioritarie aree di reperimento” previste dalla Legge n. 394/91 per la realizzazione di Parchi Nazionali. L’istituzione arrivò con la legge m. 93/2001. Da allora, 25 anni non sono stati sufficienti per arrivare alla nascita di questa area protetta che interessa, da nord a sud, ben otto comuni: Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto e San Salvo. Non sono bastate una decisione della Corte costituzionale (favorevole all’istituzione del Parco) e la nomina di un commissario ad acta per superare il blocco della Regione Abruzzo e del Ministero dell’Ambiente.
Nel frattempo, il territorio della costa teatina, privo di un sistema di tutela efficace, è stato esposto ed ancora lo è, ad interventi edilizi e trasformazioni che ne minacciano l’equilibrio ambientale e paesaggistico, compromettendone anche le grandi potenzialità turistiche.
Di fronte a questa incredibile inerzia, dopo aver sollecitato innumerevoli volte le amministrazioni centrali anche attraverso una formale diffida, nel settembre del 2025 il WWF Italia, patrocinato dall’avvocato Alessandro Corporente, ha deciso di presentare un ricorso ex articolo 31 del Codice del processo amministrativo al TAR Abruzzo per far accertare l’illegittima inerzia della Presidenza del Consiglio dei ministri e del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, rispetto alla conclusione del procedimento di istituzione del Parco nazionale.
Il 15 dicembre 2025, con ordinanza collegiale, il TAR Abruzzo – Sezione di Pescara ha chiesto alla Regione Abruzzo di produrre entro 60 giorni una “dettagliata relazione sui fatti di causa, con cui si controdeduca sulle specifiche censure articolate in ricorso”, fissando per il 27 marzo 2026 una nuova camera di consiglio per giungere alla decisione.
Nonostante, quindi, il TAR fosse sul punto di dirimere la questione, tramite un emendamento alla Legge di bilancio nazionale 2026, presentato dal Sen. Etel Sigismondi di Fratelli d’Italia, si è tentato – per l’ennesima volta – di bloccare la nascita del Parco. L’emendamento, infatti, riavvolge il nastro fino al 2014, cancella la nomina del Commissario e di conseguenza punta a superare il lavoro di perimetrazione da questo portato avanti e concluso. Una scelta ingiustificata di fronte a una legge dello Stato che ha già prodotto i suoi effetti da oltre 10 anni! Sono infatti 10 anni che il Governo italiano tiene fermo il necessario DPR che recependo il lavoro svolto da un commissario del Governo stesso, definisca perimetro e norme di gestione.
Il Sen. Sigismondi, da sempre contrario al Parco, ha provato, attraverso la legge di bilancio, ad aggirare la norma precedente e lasciare la costa teatina priva di quella tutela e valorizzazione che un’area naturale protetta di valenza nazionale garantirebbe. Ovviamente che questo sia possibile è tutto da verificare e, come è stato ribadito anche nel corso dell’incontro odierno, il WWF Italia ha chiarito che andrà avanti con il ricorso in tutte le sedi necessarie.
Non è certo il WWF Italia a dover rinunciare al ricorso, ma sarebbe il Sen. Sigismondi a doversi impegnare, da rappresentante delle istituzioni e componente del Parlamento, a far rispettare una legge dello Stato e un provvedimento di un commissario nominato dal Governo italiano.
La costa teatina costituisce una delle coste più suggestive e preziose del Mare Adriatico che conserva ancora zone dall’elevata naturalità, una ricca biodiversità e un’identità paesaggistica rara. Non si potrà accettare alcuna scorciatoia rispetto all’istituzione del Parco della Costa Teatina: solo la pianificazione propria dell’area protetta, se ben gestita e affidata a persone preparate, potrà garantire, da un lato, la tutela e una gestione efficace del territorio e, dall’altro, uno strumento di valorizzazione del territorio.
Perché lo Stato da 25 anni rinuncia ad applicare una sua norma e a dare seguito al lavoro di un Commissario di Governo, andando persino contro una pronuncia della Corte costituzionale?
