Istanze dei commercianti inascoltate e politiche che porteranno alla morte del centro commerciale naturale a Pescara. La protesta di Confesercenti che minacciano serrate.
Nessun accordo prima delle festività, ma solo una tregua vista la buona volontà mostrata dall’Amministrazione Comunale di sospendere i rincari fino ad anno nuovo. Buoni e cari si, sembrano lasciare intendere i commercianti in centro a Pescara, ma fessi no. L’idea, infatti, era quella di avviare un nuovo confronto subito dopo Capodanno, ed invece si è deciso di procedere comunque con gli aumenti per i parcheggi a pagamento, dando un altro duro colpo a un comparto sempre più ridotto all’osso, ed ora più che il dialogo si annunciano dure proteste:
“Leggiamo in giro che questi provvedimenti sarebbero stati presi in accordo con i commercianti – precisa Marina Dolci di Confesercenti Pescara – ed invece non c’è nulla di più falso. Avevamo solo accettato una tregua con l’impegno di avviare una nuova trattativa, in cui venissero ascoltate anche le nostre proposte, subito dopo le feste. Masci e la sua Giunta hanno deciso di procedere spediti sulla loro strada, escludendoci totalmente dal confronto.”
Tempi di saldi, ma pochi affari in giro e questo perché in centro non vuole venire più nessuno tra tariffe parcheggi alle stelle, posti auto sempre quelli e cantieri infiniti. Nessuno vuole contestare la natura dei provvedimenti, ma a questi andrebbero affiancate delle misure che vadano a compensare le inevitabili problematiche per gli eserecenti:
“In centro non ci vuole venire più nessuno – precisa ancora la Dolci – hanno paura, parcheggi non se ne trovano e se si trovano costano una fortuna, e non è vero che i parcheggi sulla riviera sono per noi un bene, anzi. E se a tutto questo ci aggiungi T-Red, Ztl, cantieri che chissà quando mai saranno chiusi, praticamente mi sembra sia una chiara volontà di farci chiudere. Avevamo fatto proposte concrete, tipo navette con parcheggi di scambio, visto che il Filobus si ferma alla stazione, a fronte dell’aumento delle tariffe dei parcheggi, prezzi calmierati sul fronte del trasporto pubblico, e anche qui parole al vento. Purtroppo a Pescara – conclude la Dolci – si è deciso già da un po’, non solo questa amministrazione, di dichiarare guerra al cosiddetto centro commerciale naturale che prima era fiore all’occhiello di Pescara. Siamo pronti a forme di protesta serie, come le vetrine spente o una serrata generale, pur di sollecitare l’amministrazione comunale a cambiare decisamente atteggiamento.”
