Ospedale Penne, nuova procedura mini-invasiva per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna

Nuova terapia all’Ospedale di Penne per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna

Nell’ambito delle attività della UOC di Urologia della ASL di Pescara, diretta dal Dr. Roberto Renzetti, è disponibile attraverso il Servizio Sanitario Nazionale la procedura mini-invasiva iTind, destinata a pazienti selezionati con sintomi urinari secondari all’ostruzione prostatica. L’introduzione della nuova metodica rafforza l’attività urologica svolta nel presidio ospedaliero di Penne e amplia le possibilità di cura offerte ai cittadini, consentendo agli specialisti di individuare il trattamento più appropriato sulla base delle caratteristiche cliniche e anatomiche e delle esigenze del singolo paziente.

L’ipertrofia prostatica benigna è una patologia molto frequente nell’uomo adulto e anziano e può determinare disturbi quali riduzione del getto urinario, difficoltà nello svuotamento della vescica, aumento della frequenza della minzione, urgenza e necessità di alzarsi più volte durante la notte. La scelta del trattamento dipende da diversi fattori, tra cui il volume e la conformazione anatomica della prostata, il grado di ostruzione, l’età del paziente, la presenza di altre patologie e gli obiettivi terapeutici.

In questo percorso si inserisce la procedura iTind, indicata in particolare per pazienti selezionati con sintomi urinari da ostruzione prostatica lieve o moderata e prostate di piccolo o medio volume. La metodica può rappresentare un’opzione anche per pazienti più giovani nei quali, sulla base della valutazione specialistica, sia opportuno ricorrere a un approccio mini-invasivo e conservativo. La procedura viene eseguita per via endoscopica e non prevede l’asportazione del tessuto prostatico. Nei pazienti correttamente selezionati consente di intervenire sull’ostruzione urinaria preservando l’anatomia prostatica, con tempi di recupero generalmente rapidi e un’elevata probabilità di preservare la funzione eiaculatoria. La metodica si affianca alle altre procedure già disponibili: Rezūm, resezione transuretrale della prostata (TURP) e fotovaporizzazione prostatica (PVP) mediante Green Laser.

La disponibilità di differenti opzioni terapeutiche permette agli specialisti di costruire percorsi di cura personalizzati, individuando la procedura più appropriata in relazione alle condizioni cliniche e anatomiche di ciascun paziente. Le procedure mini-invasive vengono eseguite presso l’Ospedale di Penne dalla UOC di Urologia. L’attività dedicata allo sviluppo delle tecniche mini-invasive per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna è coordinata dal Dr. Giuliano Giacinto Di Pietrantonio e dal Dr. Walter Fusco (in foto, insieme al Dr. Renzetti).

«L’obiettivo della nostra Urologia è offrire a ogni paziente il trattamento più appropriato alle proprie caratteristiche cliniche e alle proprie esigenze – sottolinea il Dr. Renzetti –. L’introduzione di iTind rappresenta un ulteriore tassello di un percorso iniziato anni fa con l’adozione di Rezūm e che oggi ci consente di disporre di diverse opzioni terapeutiche. La possibilità di scegliere tra tecniche mini-invasive e chirurgia tradizionale permette di costruire un percorso di cura personalizzato, con l’obiettivo di garantire il miglior risultato funzionale possibile e la migliore qualità di vita per ogni paziente».

Fabio Lussoso: