Ortona: per la vertenza Tekne finalmente convocato il tavolo al MIMIT il 2 aprile

E’ la FIOM CGIL di Chieti a darne notizia: “A seguito delle iniziative sindacali e istituzionali messe in campo nelle ultime settimane, è stata ottenuta la convocazione del tavolo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per 2 aprile, sulla vertenza che riguarda le lavoratrici e i lavoratori della Tekne S.p.A di Ortona”

“Un risultato importante, frutto della mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori, dell’azione del sindacato, del coinvolgimento della politica e della Prefettura di Chieti, presso la quale si era svolto un confronto istituzionale nel corso del quale la FIOM CGIL aveva consegnato una dettagliata relazione sullo stato dell’azienda e sulle criticità che da tempo denunciamo. La convocazione al MIMIT rappresenta un passaggio fondamentale: è il luogo in cui deve essere fatta piena chiarezza sulla situazione della Tekne e sulle prospettive industriali e occupazionali dello stabilimento”.

“Ora è il momento delle risposte. Non bastano più impegni o rinvii: servono scelte chiare e trasparenti – insiste il sindacato – che garantiscano continuità produttiva, occupazione e futuro industriale. La vertenza Tekne può e deve essere risolta. Le commesse ci sono e le istituzioni non possono limitarsi a un ruolo di osservazione: il Governo ha già riconosciuto la strategicità dell’azienda ed è parte attiva anche in quanto lo stato è anche coinvolto nelle dinamiche della committenza”.

La Regione Abruzzo, nei mesi passati, è stata parte attiva nella vertenza e ha dato il proprio contributo. La Tekne ha avviato una procedura di composizione negoziata, conclusasi positivamente. Il Governo ha poi attivato la golden power per impedirne la vendita del 70% delle quote all’americana Nuburu. Da quel momento, sia la FIOM CGIL  che i lavoratori non hanno ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sugli sviluppi. Un silenzio che rischia di essere interpretato come disinteresse, e che alimenta incertezza e preoccupazione”.

L’azienda che produce sistemi della difesa occupa circa duecento dipendenti e costruisce veicoli militari, oltre a speciali apparati per l’elettronica.

 

 

Barbara Orsini: